Magazine Uscite

Conca di By
  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a 
  • Ore 08:30

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 700 mt.
Lunghezza: 30 Km. A/R

  • “In un’aquila c’è tutta la saggezza del mondo” (Lame Deer)  

    Prendi l’ultima frizzante domenica di settembre, aggiungi un sentiero piacevole e senza particolari difficoltà che risale una splendida vallata, condividi con un bel gruppo di amici ed ecco il risultato: uscita da ricordare nella Conca di By! Ancora una volta siamo nell’area del Gran San Bernardo e più precisamente all’inizio della Valpelline dove abbiamo raggiunto in auto prima il comune di Doues e poi proseguito sulla comoda strada asfaltata che offre bellissimi paesaggi rendendo piacevole la lunga ascesa sino a Champillon luogo di partenza dell’escursione. Ci siamo avviati con le nostre e-bike su una sterrata varia e panoramica dall’ottimo fondo e pendenze mai esagerate, che ti immerge fin da subito in un suggestivo ambiente montano ai piedi del Gran Combin con ampie vedute sul Mont Velan e il Mont Gelè. Iniziamo con una leggera discesa che si snoda per qualche chilometro in mezzo a boschi ormai vestiti dei caldi colori dell’autunno, per poi cominciare a salire dolcemente verso il cuore dell’ampia e soleggiata Conca di By entrando sempre di più a contatto con la natura di alta montagna: pascoli, alpeggi, cascate, ruscelli, marmotte e l’inaspettato volo a bassa quota di un’elegante aquila ci hanno accompagnato per tutto il tragitto. Il tracciato sale con continuità e su pendenze sempre pedalabili fino all’Alpe Balme per raggiungere poi, con uno strappetto, l’Alpe Thoules adagiata su un bel pianoro a quota 2378 dove termina la strada e da dove parte un sentiero non più ciclabile verso la Fenetre Durand che si apre verso la Svizzera. Un passo che ha visto commerci, contrabbandi e passaggi di personaggi come Luigi Einaudi e Italo Calvino in fuga verso il territorio elvetico. Una pausa pranzo veloce circondati da un severo ma fantastico paesaggio alpino ed è ora di ritornare. La discesa può avvenire tranquillamente lungo il percorso dell’andata ma c’è anche la possibilità di rientrare su un lungo single track con alcuni passaggi tecnici ma fattibili: inutile precisare che tutti abbiamo optato per quest’ultima divertente opportunità. Al seguito dalle nostre guide, abbiamo affrontato in sicurezza sentieri più angusti, brevi attraversamenti con corde fisse che hanno vivacizzato il percorso, superato una stretta galleria e guadato alcuni torrenti per riprendere poi un piccolo sterrato che, correndo accanto ad un ruscello ci ha riportati a Champillon appagati e contenti.

Rifugio Pier Giorgio Frassati
  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a 
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato
Difficoltà: TC/TC+
Dislivello: 750 mt.
Lunghezza: 16 Km. A/R

  • Si vedono grandi cose dalla valle; solo piccole cose dalla vetta”. (GK Chesterton)  
    Una calda e limpida domenica di metà settembre trascorsa nella valle del Gran San Bernardo alla scoperta di una conca sconosciuta a tutti. Si parte dall’ampio parcheggio degli impianti di risalita di Crevacol per raggiungere dopo poche decine di metri un bello sterrato dal fondo compatto che ti porta dolcemente nel cuore di questa valle circondata da uno splendido anfiteatro di montagne tra cui svetta le Creton de Midi con i suoi quasi 3000 metri di altezza. E’ una strada bianca facile e scorrevole che può essere percorsa in relax anche da chi è alle prime armi con una e-bike. Si pedala tranquillamente immersi nella pace e nel silenzio del paesaggio montano piacevolmente interrotto solo dal fischio delle marmotte sempre attente ad ogni movimento sconosciuto e avvolti da mille colori: i verdi e i gialli dell’erba che sta iniziando a seccare, le sgargianti macchie rosa dell’alto epilobio e l’azzurro del cielo striato da nuvole pannose che creano magnifiche forme bizzarre. Questa atmosfera incantata ci ha accompagnati sino all’alpeggio Tsa Merdeux dove termina la sterrata e da dove si inizia a vedere la sagoma del rifugio. Ancora un po' di salita in sella poi bisogna arrendersi, da qui il sentiero non è più ciclabile, si devono lasciare le e-bike per proseguire a piedi sulla ripida mulattiera che porta al rifugio raggiunto dopo circa 45 minuti di salutare scarpinata. Il rifugio dedicato a Pier Giorgio Frassati è stato realizzato dai ragazzi dell’Operazione Mato Grosso che dal 2008 al 2011 hanno lavorato gratuitamente alla sua costruzione. E’ gestito da volontari e il suo ricavato è destinato a sostenere altri progetti di questa ONG attivi principalmente in Equador, Bolivia, Brasile e Perù. Quassù la vista è spettacolare, un susseguirsi di panorami incantevoli che ti riempiono gli occhi e il cuore di bellezza, come il cristallino Lac di Merdeux che riflettendo il rifugio e le alte montagne circostanti crea sulle sue acque immagini particolarmente suggestive. Si fatica a lasciare questo posto delizioso dove non manca nulla: natura, sole, quiete e simpatica compagnia ma è tempo di rientrare e scendendo sulla strada già percorsa in salita possiamo goderci ancora per un po' quest’aria leggera e profumata che  ben ritempra fisico e spirito.

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - tratti asfaltati
Lunghezza: 68 Km.

  • Egb-Evergreenbike con E-BAM da Bielmonte ad Alagna in sella alle e-bike

    E-BAM: un grande evento quello di sabato 8 settembre, per la prima volta è stata realizzata una magnifica traversata da percorrere con MTB a pedalata assistita che da Bielmonte ti porta sino al centro di Alagna Valsesia. Una bella avventura lunga 68 Km. che ha permesso ai 90 bikers che hanno aderito all’iniziativa, di vivere una giornata sicuramente indimenticabile immersi in paesaggi alpini che ad ogni curva hanno regalato panorami sempre diversi e tutti mozzafiato. Tra le nebbie mattutine di Bielmonte un allegro e colorato serpentone è partito pedalando sugli sterrati che dolcemente attraversano la Valsessera e senza problemi ti portano alla Bocchetta della Boscarola confine naturale tra Biellese e Valsesia per arrivare dopo pochi chilometri all’Alpe di Mera, spettacolare balconata sul massiccio del Monte Rosa oggi sbucato per un attimo dalle nuvole, giusto il tempo per una foto. Una pausa di un’oretta per permettere la ricarica delle batterie e per riprendere energie grazie ad un punto di ristoro ben imbandito. Di nuovo tutti in sella e si riparte su un ampio sterrato che è quasi tutto un falsopiano tranne qualche facile strappetto e due ripidi tornanti che ti portano in prossimità della Cima d’Ometto, punto panoramico da dove si possono ammirare i versanti dell’Alpe di Mera appena attraversata e quello altrettanto spettacolare di Meggiana ancora da scoprire. Proseguiamo su questo tracciato che salendo a mezza costa regala un panorama favoloso sulla Valsesia, qui si erge la Parete Calva sulla cui sommità, ad inizio del 1300 e sino alla cattura, si rifugiarono l’eretico Fra Dolcino e i suoi seguaci in fuga dai mercenari del Vescovo di Vercelli. Inizia ora la discesa tecnica verso Rassa, qui il tracciato diventa impegnativo sia per la pendenza e il fondo sconnesso che richiedono un’attenzione particolare e alla fine, questo fiume di bikers attraversando il bel ponte in stile romano ha invaso la piccola e deliziosa borgata che ha saputo mantenere nel tempo tutte le sue caratteristiche di paesino montano. Da Rassa si raggiunge quindi Quare per imboccare la pista ciclabile che, dopo circa 20 Km., porterà tutti alla meta finale: Alagna Valsesia. Questa pista, percorsa anche da pedoni e qualche cavallerizzo, nei suoi continui saliscendi ti regala panorami mai monotoni: si attraversano boschi ancora verdissimi, passarelle, fondi acciottolati, pittoreschi ponti di pietra, minuscole frazioni di montagna, sempre accompagnati dal canto del fiume Sesia con incantevoli scorci sulle sue acque cristalline e sulle alte montagne che lo fiancheggiano. Siamo arrivati, obiettivo raggiunto! L’allegro e colorato serpentone partito tra le nebbie mattutine ora fa il suo ingresso ad Alagna accolto con tutti gli onori. Un plauso va all’organizzazione che, grazie al loro considerevole impegno, ha permesso a tutti di trascorrere una giornata indimenticabile e in piena sicurezza grazie all'assistenza delle guide certificate tra cui anche quelle di Egb-Evergreenbike, di tecnici e medici che hanno sempre pedalato accanto ai bikers. Ciao a tutti e alla prossima avventura!

Colle Liet e Colle Giassit
  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a 
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - tratti asfaltati
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 1300 mt.
Lunghezza: 35 Km. A/R

  • “Se non scali la montagna non potrai mai godere il paesaggio“ (Pablo Neruda)
     
    In questa limpida e soleggiata domenica di fine agosto si è optato per un’uscita in una valle sconosciuta a tutti con meta finale il colle Giassit posto sullo spartiacque tra la valle di Gressoney e la zona di Trovinasse nel Canavese.
    Siamo partiti dal piccolo comune di Perloz all’inizio della valle di Gressoney e dopo una lunga pedalata su una ripida strada asfaltata, già in quota abbiamo finalmente raggiunto una sterrata dal fondo compatto e scorrevole che ti conduce nel cuore della conca.
    Questa valle tutta da scoprire ci ha lasciati a bocca aperta per la sua bellezza fatta di panorami che non ti aspetti, boschi e alpeggi da fotografia, aria leggera, profumo d’erba appena tagliata, tranquilli animali al pascolo e l’innevato massiccio del Monte Rosa che improvvisamente appare in tutta la sua imponenza.
    Pedali su lunghi traversi ed ampie svolte che ti fanno prendere ulteriore quota ma quasi senza accorgertene in quanto distratto da questi incredibili paesaggi da favola che si susseguono senza interruzione incantandoti.
    Si arriva così al colle Liet e anche qui il panorama non delude: una spettacolare veduta sulla verde conca di Trovinasse dolcemente allungata ai piedi del Mombarone. Da Liet si scende leggermente per poi risalire su un sentiero e dopo pochi minuti di camminata si arriva al colle Giassit sotto un magnifico cielo blu oggi completamente privo di nuvole.
    Sicuramente una pedalata suggestiva in e-bike che vale la pena ripetere!

Vallone di Saint-Marcel
  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a 
  • Ore 00:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato
Difficoltà: MC+/MC+
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 23 Km. A/R

  • “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” (Albert Einstein)

    Ancora una domenica trascorsa in Valle d’Aosta con meta lo splendido Vallone di Saint-Marcel. Raggiunto il piccolo comune di Saint-Marcel, si prosegue in auto sino alla località Druges raggiungibile percorrendo una strada sinuosa ma panoramica che ad ogni curva ti offre scorci suggestivi sul fondovalle, sulle lontane montagne e sulle deliziose frazioni che si attraversano. Arrivati, ci si avvia su un ampio sterrato che fin da subito ti immerge in un' incantevole natura alpina fatta di rigogliosi e fitti boschi di abeti che cedono poi il passo a curate distese di verdi pascoli rallegrati da variopinti fiori selvatici. Dopo un facile e pianeggiante inizio, si comincia ad incontrare qualche rampa dalla forte pendenza ma che non crea problemi se affrontata con le e-bike. Aggiri la zona delle miniere dove sin dall’antichità si svolgeva un’intensa attività legata all’estrazione di ferro, rame e manganese. Oggi non sono più attive ma in parte recuperate e visitabili rappresentano un importante patrimonio storico di archeologia industriale della valle. Lasciata quest’area dai colori rossastri, si arriva al cancello posto all’ingresso della riserva di caccia privata e da qui, tra saliscendi abbastanza ripidi e che in alcuni tratti diventano decisamente impegnativi si continua a pedalare circondati da un ambiente di selvaggia bellezza, avvolti nel silenzio interrotto solo dal fragore di un'alta cascata e dalla voce del ruscello che spumeggiando attraversa la valle. Incantati da questo magico scenario, si percorrono gli ultimi ripidi chilometri che separano dal piccolo lago del Layet, gioiello incastonato tra i monti che vanitosamente si rispecchiano nelle sue acque limpide e trasparenti oggi appena increspate da un leggero alito di vento e dal movimento delle trote che dal fondo risalgono per catturare appetitosi insetti. Un ultimo strappo e sei arrivato nell’ampio pianoro di Grand Chaux con la sua unica grande casa che domina tutta la conca. Un posto incredibile che in una limpida giornata priva di nubi ti permette di ammirare le vette più belle e maestose della Vallée come il Cervino, Il Monte Rosa ecc. E' tempo di rientrare e molto a malincuore lasciamo questa meravigliosa valle così poco conosciuta con una  solenne promessa: ritorneremo presto!