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Camburzano-San Grato di Sordevolo: una pedalata tra i boschi
  • Camburzano c/o Lovato Bike Shop & Rental 
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - tratti asfaltati
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 65O mt. circa
Lunghezza: 33 Km.

  • Troverai più nei boschi che nei libri. Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose che nessun maestro ti dirà (San Bernardo di Chiaravalle)
    Anche oggi le nostre guide Corrado, Fulvio e Luciano hanno pensato di portarci in alcune delle zone più belle e panoramiche del territorio certi che saremmo stati felici di attraversare queste incontaminate oasi di pace e tranquillità godendo appieno di questa splendida natura che, grazie alle abbondanti piogge è sempre più rigogliosa.
    Non c’è che dire, in queste ultime settimane ne abbiamo ricevuta di acqua: mattino, pomeriggio o sera ogni momento è sempre quello giusto per l’apertura delle cataratte biellesi!
    Ultimamente molto attive, amano manifestarsi in tutta la loro forza e con la precisione di un orologio svizzero soprattutto quando ci sono eventi che si svolgono all’aperto e che sono tra i più attesi della stagione.
    In primis, l’arrivo del luna park itinerante semplicemente detto “la fiera”, tutti i biellesi ormai rassegnati sanno che al montaggio della prima giostra il cielo puntualmente si chiuderà in un lungo broncio carico di pioggia degno di un paese tropicale.
    Nonostante il cielo sia nuvoloso, partiamo da Camburzano (presso Lovato Bike Shop & Rental), luogo di ritrovo degli Egb-Evergreenbike con le guide che aprono questo schieramento di bikers che procedono in perfetta fila indiana.
    Arriviamo a Graglia pedalando su facili e divertenti sentieri dal fondo compatto e abbastanza asciutto nonostante i quotidiani scrosci di acqua per proseguire poi verso Bagneri.
    In questo tragitto si alternano sterrati e lunghi pezzi in asfalto entrambi caratterizzati da salite con pendenze sostenute che tutti ben conosciamo ma rese più agevoli grazie alle e-bike che ci permettono di affrontarle senza avere la lingua a penzoloni.
    Eccoci nell’ultimo tratto del Tracciolino che risaliamo in direzione di Oropa sino a raggiungere la Trappa, grandiosa costruzione in pietra alta cinque piani, il cui nome trae origine da una congregazione di frati trappisti che a fine 1700 l’abitò scappando dalla Francia rivoluzionaria.
    Da qui, scendiamo verso la località San Grato di Sordevolo dove, all’omonimo circolo, ci attende una gustosa grigliata che sostituisce senza alcun rimpianto le tristi barrette oggi bandite da ogni zaino.
    Dopo il piacevole pranzo nel dehor esterno che si affaccia su una magnifica balconata sulla pianura sottostante, tutti in pace, con anima e stomaco rigenerati oltre che dalla bellezza del luogo anche da spiedini e salamelle, siamo ritornati  a Camburzano ripercorrendo lo stesso tragitto dell’andata.

Dal Bocchetto Sessera all'Alpe di Mera
  • Bocchetto Sessera 
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - strada asfaltata
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 500 mt.
Lunghezza: 50 Km.

  • Quanto monotona sarebbe la faccia della terra senza le montagne! (Immanuel Kant)  

    Questa settimana accompagnati come sempre dalle nostre guide certificate CSEN Corrado, Fulvio e Luciano abbiamo percorso l’itinerario che dal Bocchetto Sessera ti porta all’Alpe di Mera e che si può riassumere semplicemente con due parole: spettacolare e divertente! E’ un’escursione adatta un po' a tutti, anche a bikers poco esperti in quanto il lungo tragitto non presenta particolari difficoltà ed è perfetto per pedalare con le e-MTB (mountain bike a pedalata assistita). Gli sterrati larghi e il bel fondo compatto ti permettono di lanciare qualche spassosa sfida ai compagni: inseguimento a tutta birra sulle facili salite con il pegno, per l’ultimo che arriva in cima, di pagare il caffè a tutti! Antoine de Saint-Exupery scriveva “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”. Noi invece ce lo ricordiamo benissimo! La partenza è già in quota ai 1382 mt. del piazzale del Bocchetto Sessera, valico alpino collegamento tra Biellese e Val Sessera ed inizia con una lunga discesa sul facile sterrato che immediatamente ti immerge nella natura incontaminata di queste valli. Pedali circondato da faggi secolari, alte betulle dall’inconfondibile corteccia bianca, verdissimi larici e maestosi abeti che ben meritano l’appellativo di “principi dei boschi”. In questa stagione anche il sottobosco è folto e rigoglioso, ovunque dominano le felci piante antichissime comparse sulla faccia della Terra 300 milioni di anni fa, una macchia verde brillante interrotta ogni tanto dal colore giallo oro delle ginestre. Dopo qualche chilometro verso il fondovalle si arriva al ponte sul torrente Sessera. Da qui inizia la vera salita che su panoramici e facili saliscendi ti porta, attraversando dolcemente la valle, alla Bocchetta della Boscarola confine naturale tra  Biellese e Valsesia. Pochi chilometri separano ormai dalla meta finale: l’Alpe di Mera, spettacolare balconata sulla catena del Monte Rosa oggi purtroppo invisibile grazie ad uno spesso strato di nuvole scure e minacciose che nascondevano le cime. Tenendo d’occhio il maltempo in avvicinamento, su un bellissimo prato costellato di genziane blu abbiamo dato fondo alle scorte di cibo per riprendere poco dopo la via del ritorno ripercorrendo lo stesso itinerario dell’andata. Anche la discesa non presenta particolari difficoltà, l’unica seccatura è stata una fitta pioggia che da Mera ha deciso di farci compagnia, regalandoci anche freddi chicchi di grandine e facendoci sobbalzare ogni tanto per il rimbombo di un tuono lontano. E’ incredibile pedalare sotto la pioggia, subito cerchi di schivarla passando tra una goccia e l’altra, poi capisci che è una battaglia persa e ti lasci andare divertendoti pure nel centrare tutte le pozzanghere che incontri. Fortunatamente al Bocchetto c’era un bel sole caldo ad accogliere tutto il gruppo ormai fradicio. Per i più scatenati e tecnici la gita non è terminata qui ma è proseguita nelle discese decisamente impegnative che, partendo dal Bocchetto scendono sino a Pratetto, si snodano sul Monte Casto per terminare alla Colma di Vaglio dal sentiero del Quadretto.

Tour tra Bessa e Serra
  • Camburzano c/o Lovato Bike Shop & Rental 
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Sentiero-Strada sterrata- Asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 600 mt.
Lunghezza: 42 Km.

  • “Fa più rumore un albero che cade, che una foresta che cresce” (Lao Tse)  

    Oggi la giornata inizia alla grande, con un bel sole ed una piacevole temperatura. Ci voleva proprio dopo gli ultimi fine settimana di maltempo e tanta pioggia per tutti i gusti: da leggera a fitta, poi dirotta ed infine torrenziale e scrosciante. Perciò, tanto desiderosi di pedalare ci ritroviamo al nostro punto di “raccolta” presso Lovato Bike Shop & Rental a Camburzano lasciato il quale e attraversato velocemente Mongrando ci immettiamo su un facile sterrato che attraversa la Bessa. Questa particolare riserva naturale speciale era un giacimento aurifero di origine glaciale e alluvionale da cui gli antichi romani tra il II e il I secolo a.C. estraevano l’oro facendone, per l’epoca, una delle miniere a cielo aperto più grandi del mondo. Un’area ricca di storia attraversata da un fitto intreccio di sentieri che, non richiedendo particolari abilità tecniche e attenzione costante, ti permettono di guardarti attorno e vedere ciò che è rimasto del duro lavoro dei nostri avi come nei cumuli di ciottoli, residuo delle estrazioni, ammassati e disseminati lungo il percorso. Eccoci a Parogno e da qui, pedalando tra boschi di castagni secolari a Torrazzo. Tutta l’escursione si snoda su ampi sterrati, con guadi e saliscendi che ti portano sulla dorsale della Serra. Attraversare questi luoghi dà un’emozione particolare, la natura si rivela in tutta la sua bellezza come sull’ampio sterrato in cresta che pare un viale ben curato, piacevolmente ombreggiato e dal fondo più colorato grazie ad un verde tappeto di erba novella che profuma di primavera. Nessun carpet, anche il più mondano e modaiolo, potrà mai reggere il confronto! A due passi anzi a due pedalate, ecco il limpido lago di Prè, piccolo bacino d’acqua incastonato in un angolo incontaminato. Questa zona ha un’atmosfera suggestiva e guardandoti attorno ti viene spontaneo chiederti: ma sono vicino a casa o per qualche strana alchimia sto invece pedalando con la mia e-bike nel bel mezzo di una foresta finlandese? Qui foto di rito e una pausa pranzo che più breve non si può avvolti da un assordante concerto gentilmente offerto dalle rane del posto e si riparte, con le orecchie ancora rimbombanti di cori gracidanti, per raggiungere Scalveis, poi Donato, Castellazzo e infine Netro. Il paesaggio ora cambia, più collinare con bellissimi prati fioriti, un vero tripudio di colori e profumi su cui prevale quello delicato ma intenso delle vicine acacie e qui, al cospetto di un’antica fontana di pietra non si può certo resistere al gioco più divertente del mondo: mega gavettoni di acqua fresca per tutti. L'uscita ormai è giunta al termine e, dopo il tempo dei dispetti viene quello del ritorno a Camburzano, tutti felici di avere trascorso una giornata a contatto con la rigenerante natura del nostro Biellese, territorio unico che racchiude in se un mix di singolari bellezze che ti ripagano di ogni sforzo fisico (anche con le e-bike si fatica) stregandoti il cuore.

Rifugio Cavanna e Alpe di Grè
  • Località Graglia-Bossola 
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Asfalto-sentiero-sterrato
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 600 mt.
Lunghezza: 30 Km.

  • “Se non scali la montagna non ti potrai mai godere il paesaggio” (Pablo Neruda)

    Dopo tanti giorni di noiosa pioggia, finalmente una domenica all’insegna del bel tempo da trascorrere tutti insieme in uno dei luoghi più panoramici del Biellese: l’Alpe Cavanna e l’Alpe di Grè. Accompagnati come sempre dalle nostre guide certificate CSEN si parte già in quota, dagli oltre 900 metri della località Bossola sulla strada che porta ad Andrate, una delle più spettacolari del territorio. Quassù il paesaggio è subito da cartolina: in basso vedi la pianura racchiusa nel verdissimo anfiteatro morenico della Serra confine naturale tra Biellese e Canavese e il lago dell’Ingagna oggi luccicante sotto i raggi del sole, all’orizzonte l’imponente piramide del Monviso e a lato, come un angelo custode il Mombarone. Circondati da tanta armonia, si pedala su facili dislivelli per iniziare, dopo pochi chilometri la vera salita verso l’alpe e il rifugio. La strada è caratterizzata da una serie di ripidi tornati che fanno velocemente guadagnare quota, dove si alternano tratti sterrati ad altri brevi in asfalto e poi salite ripide che non concedono tanto respiro ma che in sella alle mitiche e-bike abbiamo agilmente superato. Si attraversano boschi di faggi e betulle dalle inconfondibili cortecce bianche striate di nero che sovrastano un rigoglioso sottobosco fatto di muschi, piccoli arbusti e piantine di mirtillo; pascoli erbosi dal bel colore verde intenso a tratti interrotto dal bianco dei profumati narcisi selvatici e dal blu intenso delle prime genziane. Un luogo fiabesco forse anche dimora di gnomi e folletti le magiche creature che proteggono tutti i boschi. Un ultimo strappone sullo sterrato dal fondo particolarmente sconnesso in questo tratto e si è al rifugio dell’Alpe Cavanna, l’alpeggio più vasto tra quelli situati sul versante sud del Mombarone. Una sosta “pranzo al sacco veloce” e si riparte per l’altra meta della gita: l’Alpe di Grè. I più scatenati sono ancora saliti sul ripido e tecnico sentiero verso i Giassit a quota 1627 mt., gli altri invece sono scesi dal rifugio di circa 200 metri per deviare verso lo sterrato che rapidamente fa raggiungere l’Alpone e l’Alpe di Grè. Quassù il panorama è veramente senza confini, non ci sono ostacoli alla vista e nessun rumore arriva dalla pianura qui ascolti solo il bisbiglio del vento. In lontananza ecco il “mare a quadretti” formato dalle risaie allagate, oltre la linea della Serra appare il lago di Viverone e che dire delle montagne; ovunque posi gli occhi c’è una meraviglia da cogliere. Che foto si possono fare! Oggi, ispirati dai parapendii che volteggiavano nell’aria, ci siamo pure immortalati in foto con pose così aeree da sembrare anche noi lanciati in volo. Ma è ora di pensare alla discesa e le nostre guide, per non rifare la stessa via della salita, optano per la sterrata che dall’Alpe di Grè, su un fondo molto sconnesso e con pendenze di tutto rispetto, ti riporta sulla strada per la Bossola concludendo in bellezza questo splendido giro ad anello.

Forte di Bard e dintorni
  • Camburzano c/o Lovato Bike Shop & Rental 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Strada asfaltata e sterrato
Difficoltà: TC/TC
Dislivello: 300 mt.

  •   “La bicicletta è la penna che scrive sull’asfalto” (Guy Demaysoncel)
    Che magnifica giornata, non manca proprio nulla: il cielo è di un bel blu cobalto, non ci sono nuvole all’orizzonte, il sole è splendente e fa decisamente caldo, ci sono tutte le caratteristiche di una classica giornata estiva anche se siamo ancora nel mese di aprile.
    Prima uscita di Evergreenbike in Valle d’Aosta, con un facile e divertente giro natural-culturale con partenza da Hone, un tranquillo paese ai piedi dello splendido Forte di Bard.
    La fortezza è arroccata su un promontorio roccioso situato nella parte più stretta di una gola, posizione strategica che nei secoli le ha permesso di vigilare sul transito della via romana delle Gallie ed essere sbarramento a invasioni.
    In sella alle e-bike abbiamo risalito la stretta via principale del borgo medievale che ti fa passare tra due ali di antiche case che ancora conservano interessanti tracce architettoniche dell’epoca per portarti poi in cima al bastione. Tutte le pietre trasudano storia, ti basta chiudere gli occhi un momento per riuscire a sentire ancora il rumore delle ruote dei carri mentre percorrono con fatica il lastricato o lo scalpitio degli zoccoli dei cavalli lanciati al galoppo sulla ripida salita.
    Da quassù il panorama sull’inizio della Valle è senza eguali, nessun ostacolo limita lo sguardo che può spaziare ovunque, dalla grigia Dora Baltea alle Alpi ancora innevate lasciandoti sempre senza fiato.
    Salutato Bard, iniziamo a pedalare su un facile percorso adatto a tutti che si snoda lungo una strada asfaltata e poco trafficata del fondovalle immersa in una natura esplosa in tutta la sua bellezza. Si passa tra boschi dagli alberi ormai verdi e frondosi, gioiosi campi incolti dai mille fiori colorati, seri campi coltivati, curati vigneti e piante di melo dai boccioli bianco-rosati. Persi in tanta bellezza e storditi dai profumi eccoci a Issogne, piccolo paese conosciuto per il suo splendido e ben conservato castello medievale che racchiude tante meraviglie artistiche compresa la famosa e simbolica fontana del melograno.
    Si riparte, attraversiamo un antico ponte romano che ci porta sulla sponda sinistra della Dora per imboccare un’altra strada asfaltata che salendo a mezza costa, senza traffico e con panorami fantastici, ti porta in quota proprio sopra la conca di Saint-Vincent.
    Anche oggi è giunto il momento di riprendere la via del ritorno e un pensiero va a questo 22 aprile “giornata mondiale della Terra” dedicata all’ambiente e alla salvaguardia del nostro incredibile pianeta, dove ognuno di noi ha il diritto ad un habitat sano ed equilibrato ma anche il dovere di rispettare e conservare le risorse e le bellezze naturali che ci sono state donate e di cui, come oggi, possiamo godere.