Magazine Uscite

La Prevostura
  • Decathlon Biella - Via Milano, 50 
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: OC/OC
Dislivello: 700 mt. circa
Lunghezza: 33 Km A/R

  • Ogni miglio diventa due in inverno” (George Herbert)  
    Uscita a ranghi ridotti in questa fredda domenica di gennaio per una pedalata tecnica ed impegnativa nella mitica Prevostura.
    Si parte dal comune di Lessona e, guardandosi attorno, sembra impossibile che milioni di anni fa questo territorio fosse interamente coperto dalle acque del Mar Adriatico che ritirandosi piano piano lasciarono dietro di se fossili e sabbie marine che nei secoli acidificarono il terreno di queste fertili colline rendendole idonee alla coltivazione di pregiati vitigni.
    Tra i gioielli DOC più preziosi il Lessona, detto anche “vino d’Italia” in quanto scelto da Quintino Sella al posto dello champagne per brindare all’unità d’Italia nel 1861, il Bramaterra e il Coste della Sesia.
    In Prevostura ogni anno si disputa una classica granfondo di MTB gara nazionale tra le più importanti in Italia e pertanto, pedalare su questo tracciato da competizione ha sempre il suo fascino anche se non sei un professionista dell’off road.
    Il tragitto è caratterizzato da un continuo sali scendi tra vigneti, prati, colline e boschi, quasi sempre su stretti e insidiosi sentieri che ti presentano prima ripide salite e poi discese con pendenze di tutto rispetto.
    Ogni muscolo è allertato e non puoi distrarti, qui ti basta proprio poco per esibirti in qualche bel capitombolo soprattutto quando devi affrontare i tanti guadi ora anche infangati ed è risaputo quanto sia poco simpatico scivolare dentro quest’acqua gelida e limacciosa.
    Superate tutte le difficoltà che il percorso presenta e raggiunto il punto più alto del percorso ovvero la Croce di Masserano, ci si può rilassare godendo di uno dei più suggestivi panorami del Biellese.
    Qui non ci sono confini: dalla montagna alla pianura lo sguardo è libero di spaziare ovunque.
    Qui non ci sono rumori: si ascolta solo la voce del vento….Qualche foto e, a malincuore nonostante la temperatura rigida, ci si deve avviare per iniziare la discesa sul tosto ma divertente single track che farà concludere alla grande questa tosta uscita invernale.

Lago di Viverone e dintorni
  • Cavaglià (BI) 
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 300 mt. circa
Lunghezza: 33 Km A/R

  • “Le estati volano sempre… gli inverni camminano!” (Charlie Brown) In questa fresca e soleggiata domenica eccoci a Cavaglià per un tour sulle alture e lungo le rive del lago di Viverone! Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello. Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole. Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le montagne già completamente innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone oggi particolarmente romantico sotto queste luci dicembrine. Si riprende a pedalare in un labirinto di facili sentieri che attraversano boschi dalle atmosfere invernali sino allo sterrato che corre parallelo al sito archeologico del lago Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte dell’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike! Continuando, si supera prima il Santuario di San’Antonio Abate medievale ospizio per i pellegrini che si recavano a Roma e poi Azeglio per raggiungere in un attimo la statale di Viverone, attraversata la quale si risale a mezza costa su un percorso misto molto panoramico ma con altra prospettiva sul lago e la pianura sottostante.Un ultimo strappo e arriviamo a Roppolo da dove parte un bel sentiero che ti fa costeggiare il piccolo lago di Bertignano, bacino lacustre a quasi 400 metri di altezza per poi raggiungere Piverone e il Gesiùn, un edificio sacro di cui ora rimangono solo le rovine che ci ha accolto per una meritata pausa. Come si sà,  l’appetito vien pedalando!

Rifugio Magià
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC++
Dislivello: 650 mt. circa
Lunghezza: 25 Km. A/R

  • “Quando tutto sembra un dipinto ad olio magico, sai che sei in autunno” (Mehmet Murat ildan)  
    Una domenica indimenticabile trascorsa nella valle di Saint Barthelemy dove siamo stati subito avvolti da una straordinaria atmosfera autunnale che ci ha stregati con il fascino irresistibile dei suoi mille colori.
    Appena lasciato Porliod il paesaggio diventa di una bellezza indescrivibile, tutta la valle sembra un quadro che si è improvvisamente animato regalandoti la sensazione di pedalare sulla tavolozza di un pittore.
    Gli alberi stanno cambiando le loro livree, le foglie indossano i caldi toni dei rossi, dei marroni, degli arancioni e dell’oro che regalano alle alte chiome tonalità e sfumature seducenti.
    Anche il cielo oggi pare diverso, il suo azzurro intenso e l’aria ancora tiepida rendono questa giornata sorprendente.
    Oggi abbiamo provato un nuovo percorso che porta sino al Rifugio di Cuney. E’ stata una scelta vincente che ci ha permesso di scoprire e vivere una nuova vallata: selvaggia, incontaminata e grande balconata sul massiccio del Monte Rosa.
    Ci siamo però dovuti fermare al bivio che indica la direzione verso l’Oratorio di Cuney in quanto da qui il sentiero è solo per escursionisti a piedi.
    Tornati indietro verso l’Alpe Beauregard abbiamo quindi imboccato uno sterrato che si addentra in un bel bosco. L’inizio è facile ma poi i passaggi diventano più tecnici sia per la pendenza che per i tanti ostacoli naturali da superare per cui in alcuni tratti è consigliabile scendere dalla e-bike.
    All’uscita del bosco ci si immette su una bella pista forestale che costeggia prima un piccolo laghetto montano per poi scendere, dopo alcuni tratti sconnessi e con forte pendenza, sino al rifugio a quota 2007.
    In questo giro ad anello, per il rientro abbiamo pedalato sul facile sterrato che in inverno viene utilizzato come pista da fondo e per ciaspolare.
    Ancora una volta immersi in una splendida cartolina………la magia del Magià!

Da Camburzano alle Salvine
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC++
Dislivello: 700 mt. circa
Lunghezza: 43 A/R

  • “Vorrei volare in alto per lasciarmi stregare ancora una volta da questo luogo che senza vanità sfoggia tanta bellezza e fieramente rivelare a tutti: questo è il mio Biellese!”    
    In questa tiepida domenica di metà ottobre ci siamo regalati una lunga pedalata in una delle zone più belle e panoramiche del nostro splendido Biellese. Partiti da Camburzano, sede di Egb, attraverso prati ancora verdi e boschi che hanno appena iniziato a vestirsi dei caldi colori dell’autunno siano arrivati a Graglia per poi proseguire verso Bagneri.
    Qui si devono affrontare tratti asfaltati e sterrati caratterizzati da ripide salite che tutti i biellesi ben conoscono. Qui sei ben contento di pedalare con una e-bike!
    Si giunge al Tracciolino e si prosegue per pochi chilometri su questa provinciale e antica via di collegamento tra i Santuari di Graglia e Oropa sino al bivio che indica la direzione verso le Salvine.
    L’itinerario si snoda su un tracciato in parte asfaltato e in parte sterrato contraddistinto da ripide rampe che ti portano velocemente in quota.
    Le Salvine, senza temere alcuna smentita, sono tra i più spettacolari alpeggi del biellese. E’ una vasta zona alle falde del Mombarone ricca di ruscelli, costituita da pascoli soleggiati, ancora verdeggianti nonostante si sia in ottobre e dove si incontrano cascine ben ristrutturate e produttive.
    Da qui si apre uno splendido panorama sulla pianura sottostante e sulle cime delle vicine montagne, insomma un angolo di vero paradiso immerso nella tranquilla Valle dell’Elvo.
    Per il ritorno si ripercorre poi il tragitto dell’andata.

Trovinasse e ALpe Druera
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 1.000 mt. circa
Lunghezza: 23 A/R

  • “Un uomo senza paesaggio è privo di ogni risorsa” (Patrick Modiano)  
    Una domenica trascorsa pedalando a due passi da casa immersi in un ambiente montano ancora selvaggio e suggestivo, fatto di verdissimi pascoli, boschi di betulle, castagni e faggi.
    Dopo un lungo tratto di asfalto che da San Giacomo sale verso Trovinasse, inizia uno sterrato decisamente panoramico che regala un’ampia vista sia sul sottostante canavese che sui primi appezzamenti della Valle d’Aosta e che, dopo alcuni tratti dalla pendenza decisa, ti porta ai margini di un ampio pascolo che ospita la deliziosa e antica Cappella degli Ordieri, tappa obbligatoria anche per i bikers.
    Da qui, proseguendo sempre sullo stesso sterrato che diventa ad ogni tornante più ripido e prendendo velocemente quota si arriva in poco tempo alla meta: l’Alpe Druer.
    Un'oasi:  tante mucche al pascolo ed il tintinnio dei loro campanacci è l’unico suono che piacevolmente interrompe il silenzio quasi irreale di questo alpeggio.
    All’alpe si può comperare dell’ottimo formaggio prodotto in loco magari dopo avere anche visitato il “crutin” fresco custode di questi tesori da gustare accompagnati da una fetta fumante di polenta fatta ancora come una volta, senza fretta e sulla stufa a legna.
    Quanta bellezza, profumi e sapori inaspettati sono racchiusi  nella pace di questa magnifica valle.