Magazine Uscite

Lago di Viverone e dintorni
  • Cavaglià (BI) 
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 300 mt. circa
Lunghezza: 33 Km A/R

  • “Le estati volano sempre… gli inverni camminano!” (Charlie Brown) In questa fresca e soleggiata domenica eccoci a Cavaglià per un tour sulle alture e lungo le rive del lago di Viverone! Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello. Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole. Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le montagne già completamente innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone oggi particolarmente romantico sotto queste luci dicembrine. Si riprende a pedalare in un labirinto di facili sentieri che attraversano boschi dalle atmosfere invernali sino allo sterrato che corre parallelo al sito archeologico del lago Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte dell’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike! Continuando, si supera prima il Santuario di San’Antonio Abate medievale ospizio per i pellegrini che si recavano a Roma e poi Azeglio per raggiungere in un attimo la statale di Viverone, attraversata la quale si risale a mezza costa su un percorso misto molto panoramico ma con altra prospettiva sul lago e la pianura sottostante.Un ultimo strappo e arriviamo a Roppolo da dove parte un bel sentiero che ti fa costeggiare il piccolo lago di Bertignano, bacino lacustre a quasi 400 metri di altezza per poi raggiungere Piverone e il Gesiùn, un edificio sacro di cui ora rimangono solo le rovine che ci ha accolto per una meritata pausa. Come si sà,  l’appetito vien pedalando!

Rifugio Magià
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC++
Dislivello: 650 mt. circa
Lunghezza: 25 Km. A/R

  • “Quando tutto sembra un dipinto ad olio magico, sai che sei in autunno” (Mehmet Murat ildan)  
    Una domenica indimenticabile trascorsa nella valle di Saint Barthelemy dove siamo stati subito avvolti da una straordinaria atmosfera autunnale che ci ha stregati con il fascino irresistibile dei suoi mille colori.
    Appena lasciato Porliod il paesaggio diventa di una bellezza indescrivibile, tutta la valle sembra un quadro che si è improvvisamente animato regalandoti la sensazione di pedalare sulla tavolozza di un pittore.
    Gli alberi stanno cambiando le loro livree, le foglie indossano i caldi toni dei rossi, dei marroni, degli arancioni e dell’oro che regalano alle alte chiome tonalità e sfumature seducenti.
    Anche il cielo oggi pare diverso, il suo azzurro intenso e l’aria ancora tiepida rendono questa giornata sorprendente.
    Oggi abbiamo provato un nuovo percorso che porta sino al Rifugio di Cuney. E’ stata una scelta vincente che ci ha permesso di scoprire e vivere una nuova vallata: selvaggia, incontaminata e grande balconata sul massiccio del Monte Rosa.
    Ci siamo però dovuti fermare al bivio che indica la direzione verso l’Oratorio di Cuney in quanto da qui il sentiero è solo per escursionisti a piedi.
    Tornati indietro verso l’Alpe Beauregard abbiamo quindi imboccato uno sterrato che si addentra in un bel bosco. L’inizio è facile ma poi i passaggi diventano più tecnici sia per la pendenza che per i tanti ostacoli naturali da superare per cui in alcuni tratti è consigliabile scendere dalla e-bike.
    All’uscita del bosco ci si immette su una bella pista forestale che costeggia prima un piccolo laghetto montano per poi scendere, dopo alcuni tratti sconnessi e con forte pendenza, sino al rifugio a quota 2007.
    In questo giro ad anello, per il rientro abbiamo pedalato sul facile sterrato che in inverno viene utilizzato come pista da fondo e per ciaspolare.
    Ancora una volta immersi in una splendida cartolina………la magia del Magià!

Da Camburzano alle Salvine
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC++
Dislivello: 700 mt. circa
Lunghezza: 43 A/R

  • “Vorrei volare in alto per lasciarmi stregare ancora una volta da questo luogo che senza vanità sfoggia tanta bellezza e fieramente rivelare a tutti: questo è il mio Biellese!”    
    In questa tiepida domenica di metà ottobre ci siamo regalati una lunga pedalata in una delle zone più belle e panoramiche del nostro splendido Biellese. Partiti da Camburzano, sede di Egb, attraverso prati ancora verdi e boschi che hanno appena iniziato a vestirsi dei caldi colori dell’autunno siano arrivati a Graglia per poi proseguire verso Bagneri.
    Qui si devono affrontare tratti asfaltati e sterrati caratterizzati da ripide salite che tutti i biellesi ben conoscono. Qui sei ben contento di pedalare con una e-bike!
    Si giunge al Tracciolino e si prosegue per pochi chilometri su questa provinciale e antica via di collegamento tra i Santuari di Graglia e Oropa sino al bivio che indica la direzione verso le Salvine.
    L’itinerario si snoda su un tracciato in parte asfaltato e in parte sterrato contraddistinto da ripide rampe che ti portano velocemente in quota.
    Le Salvine, senza temere alcuna smentita, sono tra i più spettacolari alpeggi del biellese. E’ una vasta zona alle falde del Mombarone ricca di ruscelli, costituita da pascoli soleggiati, ancora verdeggianti nonostante si sia in ottobre e dove si incontrano cascine ben ristrutturate e produttive.
    Da qui si apre uno splendido panorama sulla pianura sottostante e sulle cime delle vicine montagne, insomma un angolo di vero paradiso immerso nella tranquilla Valle dell’Elvo.
    Per il ritorno si ripercorre poi il tragitto dell’andata.

Trovinasse e ALpe Druera
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 1.000 mt. circa
Lunghezza: 23 A/R

  • “Un uomo senza paesaggio è privo di ogni risorsa” (Patrick Modiano)  
    Una domenica trascorsa pedalando a due passi da casa immersi in un ambiente montano ancora selvaggio e suggestivo, fatto di verdissimi pascoli, boschi di betulle, castagni e faggi.
    Dopo un lungo tratto di asfalto che da San Giacomo sale verso Trovinasse, inizia uno sterrato decisamente panoramico che regala un’ampia vista sia sul sottostante canavese che sui primi appezzamenti della Valle d’Aosta e che, dopo alcuni tratti dalla pendenza decisa, ti porta ai margini di un ampio pascolo che ospita la deliziosa e antica Cappella degli Ordieri, tappa obbligatoria anche per i bikers.
    Da qui, proseguendo sempre sullo stesso sterrato che diventa ad ogni tornante più ripido e prendendo velocemente quota si arriva in poco tempo alla meta: l’Alpe Druer.
    Un'oasi:  tante mucche al pascolo ed il tintinnio dei loro campanacci è l’unico suono che piacevolmente interrompe il silenzio quasi irreale di questo alpeggio.
    All’alpe si può comperare dell’ottimo formaggio prodotto in loco magari dopo avere anche visitato il “crutin” fresco custode di questi tesori da gustare accompagnati da una fetta fumante di polenta fatta ancora come una volta, senza fretta e sulla stufa a legna.
    Quanta bellezza, profumi e sapori inaspettati sono racchiusi  nella pace di questa magnifica valle.

Colle Giassit
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 650 mt. circa
Lunghezza: 30 Km A/R

  • “Aria settembrina, fresco la sera e fresco la mattina”  
    In questa fresca domenica di inizio settembre, si è optato per una pedalata con meta finale il colle Giassit posto sullo spartiacque tra la valle di Gressoney e la zona di Trovinasse nel Canavese.
    Arrivati a Fontainemore si devia verso Coumarial per raggiungere, dopo una decina di chilometri in auto, l’omonimo Pian un'area attrezzata da dove si possono già ammirare le cime delle Dame di Challand e il Monte Nery.
    Da qui parte una bella sterrata compatta e scorrevole che in inverno funge da pista di fondo e che ti conduce nel cuore della conca.
    Questa valle tutta da scoprire ci ha lasciati a bocca aperta per il suo particolare fascino fatto di panorami che non ti aspetti, boschi e alpeggi da fotografia, tranquilli animali al pascolo, montagne dalle punte leggermente innevate che sbucano dalle nuvole e fredde nebbie che ti ricordano che l’autunno è ormai alle porte.
    Si pedala tranquillamente su lunghi traversi ed ampie svolte che ti fanno prendere ulteriore quota quasi senza accorgertene in quanto distratto da questi incredibili paesaggi da favola che si susseguono senza interruzione incantandoti.
    In sella alle mitiche e-bike siamo finalmente arrivati al colle Liet e anche qui il panorama non delude: una spettacolare veduta sulla verde conca di Trovinasse dolcemente allungata ai piedi del Mombarone.
    Da Liet si scende leggermente per poi risalire a piedi sul sentiero che, dopo pochi minuti di camminata, ti porta al colle Giassit.
    Meta raggiunta!
    La discesa si effettua sullo stesso itinerario della salita e in poco tempo sei al Pian di Coumarial. Al Ristoro, come sempre ci siamo poi coccolati a dovere con una fetta di ottima torta “fatta in casa” guardando la fitta pioggia che batteva sui vetri.
    Col Giassit e torta: da ripetere!