Magazine Uscite

Trovinasse e ALpe Druera
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 1.000 mt. circa
Lunghezza: 23 A/R

  • “Un uomo senza paesaggio è privo di ogni risorsa” (Patrick Modiano)  
    Una domenica trascorsa pedalando a due passi da casa immersi in un ambiente montano ancora selvaggio e suggestivo, fatto di verdissimi pascoli, boschi di betulle, castagni e faggi.
    Dopo un lungo tratto di asfalto che da San Giacomo sale verso Trovinasse, inizia uno sterrato decisamente panoramico che regala un’ampia vista sia sul sottostante canavese che sui primi appezzamenti della Valle d’Aosta e che, dopo alcuni tratti dalla pendenza decisa, ti porta ai margini di un ampio pascolo che ospita la deliziosa e antica Cappella degli Ordieri, tappa obbligatoria anche per i bikers.
    Da qui, proseguendo sempre sullo stesso sterrato che diventa ad ogni tornante più ripido e prendendo velocemente quota si arriva in poco tempo alla meta: l’Alpe Druer.
    Un'oasi:  tante mucche al pascolo ed il tintinnio dei loro campanacci è l’unico suono che piacevolmente interrompe il silenzio quasi irreale di questo alpeggio.
    All’alpe si può comperare dell’ottimo formaggio prodotto in loco magari dopo avere anche visitato il “crutin” fresco custode di questi tesori da gustare accompagnati da una fetta fumante di polenta fatta ancora come una volta, senza fretta e sulla stufa a legna.
    Quanta bellezza, profumi e sapori inaspettati sono racchiusi  nella pace di questa magnifica valle.

Colle Giassit
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 650 mt. circa
Lunghezza: 30 Km A/R

  • “Aria settembrina, fresco la sera e fresco la mattina”  
    In questa fresca domenica di inizio settembre, si è optato per una pedalata con meta finale il colle Giassit posto sullo spartiacque tra la valle di Gressoney e la zona di Trovinasse nel Canavese.
    Arrivati a Fontainemore si devia verso Coumarial per raggiungere, dopo una decina di chilometri in auto, l’omonimo Pian un'area attrezzata da dove si possono già ammirare le cime delle Dame di Challand e il Monte Nery.
    Da qui parte una bella sterrata compatta e scorrevole che in inverno funge da pista di fondo e che ti conduce nel cuore della conca.
    Questa valle tutta da scoprire ci ha lasciati a bocca aperta per il suo particolare fascino fatto di panorami che non ti aspetti, boschi e alpeggi da fotografia, tranquilli animali al pascolo, montagne dalle punte leggermente innevate che sbucano dalle nuvole e fredde nebbie che ti ricordano che l’autunno è ormai alle porte.
    Si pedala tranquillamente su lunghi traversi ed ampie svolte che ti fanno prendere ulteriore quota quasi senza accorgertene in quanto distratto da questi incredibili paesaggi da favola che si susseguono senza interruzione incantandoti.
    In sella alle mitiche e-bike siamo finalmente arrivati al colle Liet e anche qui il panorama non delude: una spettacolare veduta sulla verde conca di Trovinasse dolcemente allungata ai piedi del Mombarone.
    Da Liet si scende leggermente per poi risalire a piedi sul sentiero che, dopo pochi minuti di camminata, ti porta al colle Giassit.
    Meta raggiunta!
    La discesa si effettua sullo stesso itinerario della salita e in poco tempo sei al Pian di Coumarial. Al Ristoro, come sempre ci siamo poi coccolati a dovere con una fetta di ottima torta “fatta in casa” guardando la fitta pioggia che batteva sui vetri.
    Col Giassit e torta: da ripetere!

Chamois-Cheneil
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 750 mt. circa
Lunghezza: 25 Km A/R

  • “I paesaggi appartengono alle persone che li guardano” (Ralph Waldo Emerson)  
    Una magnifica escursione nella conosciuta valle del Cervino con partenza da Chamois. Si sale con la comoda funivia sino al paesino, caratteristico borgo alpino silenzioso e incontaminato dove non circolano automobili. Un luogo decisamente eco-friendly dove puoi vivere e muoverti in tranquillità lontano da ogni tipo di frastuono ed inquinamento. Oltrepassata la bella piazzetta, si imbocca la strada che conduce verso la frazione di Crepin lasciata la quale si inizia a pedalare sulla sterrata che porterà alla meta.
    L’itinerario si snoda in mezzo a colorate radure fiorite e fitti boschi di conifere dalle lunghe fronde che offrono un gradito riparo dai caldi raggi del sole ed il piacere di una fresca arietta.
    La salita inizialmente è sostenuta con ripidi tornanti che ti fanno subito prendere quota e, anche grazie alle mitiche e-bike, velocemente raggiungere il Colle Pilaz, un’area aperta con un piccolo laghetto e una zona pic-nic da cui si può godere di un panorama fantastico sulla montagna perfetta: l’imponente piramide del Cervino, oggi purtroppo parzialmente nascosta da uno strato di nuvole poco passeggere.
    Proseguiamo la nostra pedalata sempre in decisa salita che si addolcisce solo in prossimità dei Laghi di Champlong, piccoli specchi d’acqua cristallina che riflettono tutta la bellezza del paesaggio alpino che li circonda dove terra e cielo si uniscono mescolando i loro i colori a quelli dei candidi piumini montani che crescono sulle sponde e dei bianchi fiorellini che invece vivono sulle sue acque dando vita a candide macchie galleggianti.
    Ecco il colletto di Cheneil (2279 mt.) da dove si scende lungo un sentiero molto panoramico ma tutto accidentato che per un bel tratto ti fa smontare dalla e-bike per poi raggiungere in sella l’omonimo abitato, dove ci si può fermare per una meritata sosta.
    Si fatica a lasciare questo posto ma è tempo di scendere sino a Valtournenche e fare ritorno al parcheggio di Chamois.
    Qui si può scegliere il percorso del rientro, qualcuno ha optato per quello soft sulla statale mentre altri hanno voluto cimentarsi nell’ultimo tosto single trail, in entrambi i casi sempre seguiti dalle guide.

Rifugio Mont Fallére
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 600 mt. circa

  • “Le statue non si voltano, perché sanno che altrimenti diventerebbero comuni mortali” (Ramon Gomez de la Serna)
    Una domenica spensierata trascorsa nella conca del Monte Rosso di Vertosan e il Mont Fallére da cui prende il nome uno dei più bei rifugi della Valle d’Aosta reso unico dalle belle sculture lignee che si incontrano lungo il sentiero e che ti regalano l’emozione di pedalare in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto.
    Siamo partiti da Vetan Dessous e, dopo un breve tratto di asfalto, iniziato a pedalare sull’ampio sterrato che ci porterà al rifugio. L’itinerario è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà. Anche le pendenze, tranne qualche piccolo strappo, non sono mai eccessive.
    Il panorama è fin da subito spettacolare: i colori dei pascoli, le montagne che ti appaiono in tutta la loro imponenza e il profumo dell’aria rendono questa salita incantevole e rigenerante.
    Man mano che ci si avvicina al rifugio appaiono le prime sculture, tutte così ricche di particolari da ingannare gli occhi di chi le guarda al punto che bisogna avvicinarsi per capire che non sono figure vive ma di legno. Una meraviglia!
    Eccoci arrivati al Rifugio Fallére a quota 2.385 mt.
    Un pranzetto leggero, un buon caffè, uno sguardo alla Grivola, al Castore, al Polluce e in lontananza il Rutor ed è ora di rientrare.
    Alcuni sono scesi dallo stesso itinerario di salita, altri invece hanno optato per single trails che presentato tratti molto tecnici e punti in cui devi per forza scendere a piedi con le e-bike a fianco. Raggiunta la quota dei boschi, il sentiero diventa più facile e con poca pendenza, qui puoi prestare attenzione a piccoli gnomi di legno che ti osservano incuriositi, al gallo cedrone che se ne sta appollaiato su un ceppo, alla piccola civetta, allo scoiattolino sul ramo, al tenero cerbiatto che si ripara sotto un albero…..
    Un vero peccato lasciare questa meraviglia ma purtroppo il giro è finito!

Rifugio Magià
  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a 
  • Ore 07:45

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 650 mt. circa
Lunghezza: 25 Km. A/R

  • “Contrariamente a quello che succede quando sono in macchina, dove il paesaggio si dà a vedere e non ad essere, in bicicletta io ci sono seduto dentro” (Paul Fournel)  
    Una domenica indimenticabile quella trascorsa nell’incontaminata Valle di Saint Barthélemy dove, fin da subito, siamo stati avvolti da una calda atmosfera estiva che ci ha rapiti con i suoi intensi profumi e forti colori.
    Appena lasciato Porliod il paesaggio diventa subito di rara bellezza, la valle sembra un quadro che si è improvvisamente animato facendoti provare la sensazione di pedalare sulla tavolozza di un pittore. Anche il cielo ha voluto contribuire con il suo particolare tocco di azzurro, così limpido e lucente.
    La sterrata alta che porta al Rifugio Magià è ampia, dal fondo ben compatto non presenta particolari difficoltà e, a parte qualche strappo, sale dolcemente lungo la vallata.
    Oggi abbiamo anche provato un nuovo percorso che porta sino al Rifugio di Cuney. E’ stata una scelta vincente che ci ha permesso di scoprire e vivere una nuova vallata: selvaggia, incontaminata e grande balconata sul Monte Rosa.
    Ci siamo però dovuti fermare al bivio che indica la direzione verso l'Oratorio di Cuney  in quanto da qui il sentiero è solo per escursionisti a piedi.
    Tornati indietro verso l’Alpe Beauregard abbiamo imboccato uno sterrato che si addentra in un bel bosco. L’inizio è facile ma poi i passaggi diventano più tecnici sia per la pendenza che per i tanti ostacoli naturali da superare per cui in alcuni tratti è consigliabile scendere dalla e-bike.
    All’uscita del bosco ci si immette su una bella pista forestale che costeggia prima un piccolo laghetto montano sulle cui acque verdi larici si rispecchiano vanitosi e poi scende, dopo alcuni tratti sconnessi e con forte pendenza, sino al rifugio a quota 2007.
    In questo giro ad anello, per il rientro abbiamo pedalato sullo sterrato che in inverno viene utilizzato come pista da fondo e per ciaspolare.
    Ancora una volta immersi in una splendida cartolina………la magia del Magià!