Alpe Druer

  • Ore 00:00

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 1000 mt. circa
Lunghezza: 27 Km. A/R

  • “La natura dipinge per noi, giorno dopo giorno, immagini di infinita bellezza” (John Ruskin)
     
    Una domenica trascorsa pedalando con amici a due passi da casa immersi in un ambiente montano selvaggio e suggestivo, fatto di pascoli, boschi di betulle, castagni e faggi che in questo periodo dell’anno si accendono delle mille calde sfumature di colore che madre natura offre nel periodo autunnale.
    Dopo un lungo tratto di asfalto che da San Giacomo sale verso Trovinasse, inizia uno sterrato decisamente panoramico che regala un’ampia vista sia sul sottostante canavese che sui primi appezzamenti della Valle d’Aosta e che, dopo alcuni tratti dalla pendenza decisa (agilmente superati con le e-bike), ti porta ai margini di un ampio pascolo che ospita la deliziosa e antica Cappella degli Ordieri, tappa obbligatoria per chi sale.

    Da qui, proseguendo sullo stesso sterrato che diventa ad ogni tornante più ripido, dopo qualche chilometro si raggiunge la meta: l’Alpe Druer a 1.840 mt. slm.
    Ormai tutte le mandrie sono scese a valle e non si sente più il tintinnio dei loro campanacci, ora in questo alpeggio regna sovrano un silenzio irreale.
    Magico Biellese: un territorio favoloso che ad ogni pedalata svela tutta la sua incomparabile bellezza seducendo ad ogni sorcio per la sua unicità.

Magico Biellese: la Baraggia e i canyon del Cervo

  • Vigliano Biellese
  • Ore 08:45

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 200 mt. circa
Lunghezza: 41 Km. A/R

  • “La magia tiene sempre la porta aperta. Davvero, sempre. Trovarla dipende solo da noi” (Yoshimoto B.)

     

    Partiti sotto un piacevole e caldo sole autunnale, su sentieri panoramici e poco impegnativi abbiamo raggiunto la Baraggia straordinaria riserva naturale conosciuta come la “savana biellese”, area incolta dove fitte brughiere e vaste praterie dorate si fondono per regalare ad occhi colmi di stupore calde visioni di lontani altopiani e savane africane.
    Qui nessun biellese si stupirebbe nel sentire il ruggito di un leone, nel vedere un maestoso elefante o qualche placida giraffa al pascolo.
    Lasciata la riserva, si percorre poi una comoda e pianeggiante sterrata che conduce in un luogo antico e poco conosciuto: i canyon del torrente Cervo.
    Un posto selvaggio e di incredibile bellezza; ti danno il benvenuto inaspettate dune di sabbia dorata che costeggiano i piccoli canyon nati dall’azione erosiva delle sue acque che, dalla notte dei tempi e ad ogni piena, hanno sgretolato le sabbie ocra del letto modificandone l’aspetto.
    Si ha l’impressione di pedalare in un’altra era geologica, ti senti un viaggiatore nel tempo pur trovandoti a pochi minuti dalla civiltà.
    Purtroppo le piogge torrenziali di inizio ottobre hanno causato alluvioni e frane nel territorio e anche il torrente Cervo esondando, in questa area fortunatamente disabitata, ha modificato il suo alveo.
    Da qui, con le mitiche e-bike  e sempre immersi nella natura abbiamo poi iniziato il ritorno di questo bel giro ad anello.
    Non c’è che dire, il Biellese è un territorio incredibile che ad ogni pedalata si svela in tutta la sua straordinaria bellezza conquistando ad ogni sorcio con la sua sorprendente unicità.

Al Castello di Masino

  • Cavaglià (BI)
  • Ore 09:30

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 592 mt.
Lunghezza: 45 Km. A/R

  • “…..chissà quanti sogni sono rimasti sulle torri” (F. Caramagna)

    In questa nuvolosa domenica di metà ottobre, eccoci a Cavaglià per un’uscita senza particolari difficoltà tecniche che ci porterà al Castello di Masino.
    Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello. Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole.
    Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le montagne già un po’  innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone oggi avvolto da una leggera e grigia foschia che lo rende un po’ malinconico.
    Si riprende a pedalare in un labirinto di facili sentieri che attraversano boschi dalle calde atmosfere autunnali sino a raggiungere la meta odierna: Il Castello di Masino, ex sontuosa dimora di una delle più illustri casate piemontesi ora gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
    Una veloce pausa pranzo e si riparte pedalando inizialmente sui sentieri dell’andata sino a raggiungere, dopo le inaspettate e divertenti deviazioni in mezzo ai boschi al seguito delle nostre guide, uno sterrato che costeggia la sponda orientale del lago di Viverone dove si trova un sito archeologico divenuto Patrimonio dell’Umanità dal 2011.
    Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte risalenti all’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike e che dire degli svassi e delle folaghe che nuotavano tranquilli e incuranti di questi curiosi bikers.
    Lasciata quest’oasi di pace, si raggiunge e attraversa la statale di Viverone per poi risalire a mezza costa su un percorso misto molto panoramico che offre una nuova prospettiva di veduta sul lago e sulla pianura sottostante.
    Un ultimo strappo per immettersi sul bel sentiero che costeggia il piccolo lago di Bertignano, bacino lacustre a quasi 400 metri di altezza e da qui, in poco tempo si ritorna a Cavaglià.

La Via del Sale

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a - l'11/9/2020
  • Ore 00:00

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e asfalto
Difficoltà: BC/BC+
Lunghezza: oltre 100 km. (da Limone P.te a Sanremo)

  • Oltre 100 km. di pedalata con e-bike sulla spettacolare Via del Sale, strada bianca che partendo dal Colle di Tenda, attraverso luoghi incantevoli, paesaggi lunari, ambienti incontaminati, scorci panoramici mozzafiato che non si riescono neanche a descrivere, ci ha fatto raggiungere il Mar Ligure e la nostra meta: Sanremo.

Vallone di Saint Marcel

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC+/MC+
Dislivello: 900 mt. circa
Lunghezza: 21 Km A/R

  • “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” (Albert Einstein)

     

    Saint-Marcel: un vallone poco conosciuto che ad ogni pedalata si svela in tutta la sua straordinaria bellezza conquistandoti con la sua unicità e il suo silenzio interrotto solo dal fragore di una fresca cascata e dal fischio di qualche marmotta.
    Raggiunto in auto l’omonimo paese, si prosegue sino alla località Druges percorrendo una statale sinuosa e panoramica che ad ogni curva ti offre scorci suggestivi sul fondovalle, sulle lontane montagne e sulle deliziose frazioni che si attraversano.
    Arrivati all’area picnic e parcheggiato, finalmente ci si avvia su un ampio sterrato che fin da subito ti immerge in un incantevole ambiente alpino fatto di rigogliosi e fitti boschi di abeti che cedono poi il passo a curate distese di verdi pascoli.
    Dopo un facile e pianeggiante inizio, si comincia a trovare qualche rampa dalla forte pendenza ma che non crea problemi se affrontata con le mitiche e-bike.
    Si passa accanto alla zona delle miniere dove sin dall’antichità si svolgeva un’intensa attività legata all’estrazione di ferro, rame e manganese. Oggi non più attive sono state in parte recuperate e visitabili, rappresentando così un importante patrimonio storico di archeologia industriale della valle.
    Lasciata quest’area dai colori rossastri, si arriva al cancello posto all’ingresso della riserva di caccia privata e da qui, tra saliscendi abbastanza ripidi e che in alcuni tratti diventano decisamente impegnativi si continua a pedalare avvolti dalla bellezza selvaggia di questo ambiente.
    Tra lo stupore e la meraviglia, si percorrono gli ultimi ripidi chilometri che portano al piccolo lago di Layet, gioiello incastonato tra i monti che si rispecchiano nelle sue acque limpide e trasparenti appena increspate in superficie da un leggero alito di vento e dal movimento delle trote che dal fondo risalgono per catturare appetitosi insetti.
    Un ultimo strappo e ti ritrovi nell’ampio pianoro di Chaux con la grande casa di caccia che domina la conca: un posto incredibile che, se non ci sono nubi,  ti permette di ammirare le vette più belle e maestose delle Alpi: il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa.
    Come sempre e purtroppo arriva il momento del rientro che in questa  pedalata avviene sullo stesso itinerario della salita e che richiede buone capacità di conduzione della e-bike!

Conca di By

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:00

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 35 Km A/R

  • “I paesaggi appartengono alle persone che li guardano” (Ralph Waldo Emerson)

     

    Prendi una frizzante domenica di fine agosto con un bel cielo azzurro completamente privo di nuvole, aggiungi un sentiero panoramico che risale una splendida vallata racchiusa tra alte montagne, mettici poi una discesa spettacolare tra corde fisse e ruscelli da attraversare, condividi tutto questo con un bel gruppo di amici ed ecco il risultato: un’uscita memorabile nella Conca di By!
    Siamo nell’area del Gran San Bernardo proprio all’inizio della Valpelline dove si è raggiunto prima il comune di Doues e poi proseguito sulla comoda strada asfaltata che regala bellissime vedute rendendo così molto piacevole la lunga ascesa sino a Champillon luogo d’inizio della pedalata.
    Finalmente si parte! In sella alle e-bike ci siamo avviati sulla larga e panoramica sterrata dall’ottimo fondo e pendenze mai esagerate che, fin da subito, ti immerge in un suggestivo ambiente montano dominato dall’imponente sagoma del Gran Combin e con spettacolari vedute sul Mont Velan e il Mont Gelè.
    Dopo una lunga discesa che si snoda per qualche chilometro in mezzo a boschi verdeggianti si inizia a salire dolcemente verso il cuore dell’ampia e soleggiata conca entrando sempre di più a contatto con questa natura di alta montagna: pascoli, alpeggi, ruscelli, pittoreschi laghetti e buffe marmotte.
    Il tracciato sale con continuità e su pendenze sempre pedalabili fino all’Alpe Balme per raggiungere poi, con uno strappetto, l’Alpe Thoules adagiata su un bel pianoro a quota 2378 dove termina la strada e da dove parte un sentiero non più ciclabile verso la Fenetre Durand che si apre verso la Svizzera. Un passo che ha visto commerci, contrabbandi e passaggi di personaggi come Luigi Einaudi e Italo Calvino in fuga verso il territorio elvetico.
    Una pausa pranzo veloce circondati da un severo ma fantastico paesaggio alpino ed è ora di ritornare.
    Alcuni di noi hanno scelto di ritornare lungo il percorso dell’andata  mentre altri hanno optato per il un lungo single track che presenta alcuni interessanti e divertenti passaggi tecnici.
    Al seguito dalle guide hanno affrontato sentieri angusti, attraversamenti con corde fisse, superato una strettissima galleria e guadato alcuni ruscelli per poi riprendere un piccolo sterrato che tra mille curve e costeggiando un limpido corso  d’acqua li ha riportati a Champillon dove tutti insieme abbiamo poi brindato a questa giornata strepitosa e all’amicizia.

Rifugio Sogno di Berdzè

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sterrati e un tratto su asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 33 Km A/R

  • “Niente è paragonabile al semplice piacere di un giro in bicicletta” (J.F. Kennedy)

     

    Una domenica trascorsa nella suggestiva Valle di Cogne, dove si è risalita una sua valle secondaria: il Vallone dell’Urtier che prende il nome dal suo torrente da cui hanno origine le conosciute cascate di Lillaz.
    Il vallone è stato riconosciuto sito di importanza comunitaria in quanto qui si trova l’habitat floristico più ricco e singolare di tutta la Valle d’Aosta grazie alla presenza di rare varietà di fiori.
    Si parte da Lillaz sulla strada asfaltata che sale ripida sino a raggiungere una piccola cappella che domina la vallata, da qui poi si pedala completamente immersi in una natura incontaminata e circondati da panorami che ti lasciano a bocca aperta su uno sterrato che non presenta particolari difficoltà e che attraversa pascoli e alpeggi dalle splendide fioriture.
    Arrivati nel cuore del vallone a quota  2.526 metri, ecco la nostra meta: il rifugio Sogno di Berdzè, costruzione inaugurata nel 2003 e immersa nella pace di questi monti.
    Dopo una pausa pranzo veloce ed una lunga siesta, si è ritornati a Lillaz dalla via di salita.

Rifugio Alpe Cavanna

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:45

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 600 mt. circa
Lunghezza: 32 Km A/R

  • Quell’angolo di terra più degli altri mi sorride…(Orazio)

    Una domenica all’insegna del bel tempo da trascorrere in uno dei luoghi più panoramici del Biellese: l’Alpe Cavanna e l’Alpe di Grè.
    Accompagnati come sempre dalle nostre guide certificate CSEN Corrado e Luciano si parte già in quota, dagli oltre 900 metri della località Bossola sulla strada che porta ad Andrate, una delle più spettacolari del territorio.
    Quassù il paesaggio è subito da cartolina: in basso vedi la pianura racchiusa nel verdissimo anfiteatro morenico della Serra confine naturale tra Biellese e Canavese e il lago dell’Ingagna oggi luccicante sotto i raggi del sole, all’orizzonte l’imponente piramide del Monviso e a lato, come un angelo custode il Mombarone.
    Circondati da tanta armonia, si pedala su facili dislivelli per iniziare, dopo pochi chilometri la vera salita verso l’Alpe e il rifugio. La strada è caratterizzata da una serie di ripidi tornati che fanno velocemente guadagnare quota, dove si alternano tratti sterrati ad altri brevi in asfalto e poi salite ripide che non concedono tanto respiro ma che in sella alle mitiche e-bike si superano agilmente.
    Si attraversano boschi di larici e betulle dalle inconfondibili cortecce bianche striate di nero che sovrastano un rigoglioso sottobosco fatto di muschi, piccoli arbusti e piantine di mirtillo, pascoli erbosi dal bel colore verde intenso a tratti interrotto dai mille colori dei fiori di montagna.
    Un luogo fiabesco forse anche dimora di gnomi e folletti le magiche creature che proteggono tutti i boschi.
    Un ultimo strappone sullo sterrato dal fondo particolarmente sconnesso in questo tratto e si è al rifugio dell’Alpe Cavanna, l’alpeggio più vasto tra quelli situati sul versante sud del Mombarone.
    Una sosta “pranzo al sacco” veloce e si riparte per l’altra meta della gita: l’Alpe di Grè.
    Si scende di circa 200 metri dal rifugio per deviare verso lo sterrato che rapidamente ti fa raggiungere l’Alpone e l’Alpe di Grè.
    Quassù il panorama è veramente senza confini, non ci sono ostacoli alla vista e  ovunque posi gli occhi c’è una meraviglia da cogliere.
    Quassù nessun rumore arriva dalla pianura, qui ascolti solo il bisbiglio del vento.
    Ma è ora di pensare alla discesa e le nostre guide, per non farci scendere dalla stessa via della salita, optano per la sterrata che dall’Alpe di Grè, su un fondo sconnesso e con pendenze di tutto rispetto, ti riporta sulla strada per la Bossola concludendo in bellezza questo splendido giro ad anello.

Rifugio Mont Fallére

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 600 mt. circa
Lunghezza: 19 Km A/R

  • “Le statue non si voltano, perché sanno che altrimenti diventerebbero comuni mortali” (Ramon Gomez de la Serna)

     

    Una strepitosa domenica spensierata trascorsa nella conca del Monte Rosso di Vertosan e il Mont Fallére da cui prende il nome uno dei più bei rifugi della Valle d’Aosta reso unico dalle belle sculture lignee che si incontrano lungo il sentiero e che ti regalano l’emozione di pedalare in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto.
    Siamo partiti da Vetan Dessous e, dopo un breve tratto di asfalto, iniziato a pedalare sull’ampio sterrato che ci porterà al rifugio. L’itinerario è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà. Anche le pendenze, tranne qualche piccolo strappo, non sono mai eccessive. 
    Il panorama è fin da subito spettacolare: i colori dei pascoli, le montagne che ti appaiono in tutta la loro imponenza e il profumo dell’aria rendono questa salita incantevole e rigenerante. 
    Man mano che ci si avvicina al rifugio appaiono le prime sculture, tutte così ricche di particolari da ingannare gli occhi di chi le guarda al punto che bisogna avvicinarsi per capire che non sono figure vive ma di legno. Una meraviglia! 
    Eccoci arrivati al Rifugio Fallére a quota 2.385 mt. 
    Un pranzetto leggero, un buon caffè, uno sguardo alla Grivola, al Castore, al Polluce e in lontananza al Rutor ed è ora di rientrare. 
    Questa volta tutti abbiamo optato perla discesaa su single trails che presentato tratti molto tecnici e punti in cui devi per forza scendere a piedi con le e-bike al fianco. Raggiunta la quota dei boschi, il sentiero diventa più facile e con poca pendenza, qui puoi prestare attenzione a piccoli gnomi di legno che ti osservano incuriositi, al gallo cedrone che se ne sta appollaiato su un ceppo, alla piccola civetta, allo scoiattolino sul ramo, al tenero cerbiatto che si ripara sotto un albero…..
    Un vero peccato lasciare questo meraviglioso bosco incantato, ma anche questa incredibile pedalata è giunta al termine….

     

Al Rifugio Magià

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 700 mt. circa
Lunghezza: 23 A/R

  • “Contrariamente a quello che succede quando sono in macchina, dove il paesaggio si dà a vedere e non ad essere, in bicicletta io ci sono seduto dentro” (Paul Fournel)

     

    Una domenica indimenticabile quella appena trascorsa nell’incontaminata Valle di Saint Barthélemy dove siamo stati avvolti, fin da subito, da una calda atmosfera estiva che ci ha rapiti con i suoi mille pungenti profumi e gli intensi colori.
    Lasciato Porliod il paesaggio diventa subito di rara bellezza, i mutevoli paesaggi paiono dipinti che improvvisamente prendono vita regalandoti l’emozione di pedalare dentro la natura. Anche il cielo ha voluto contribuire con il suo particolare tocco di azzurro, così limpido e lucente.
    La sterrata alta che porta al Rifugio Magià è ampia, dal fondo ben compatto non presenta particolari difficoltà e, a parte qualche strappo, sale dolcemente lungo la vallata.
    Preferendo come sempre percorsi alternativi, abbiamo deviato verso il sentiero che porta al Rifugio di Cuney; una scelta che ci ha permesso di far scoprire a nuovi amici questa selvaggia vallata e ammirare da una balconata naturale la grande maestosità del Monte Rosa oggi privo di nubi.
    Risalita quasi tutta la valle, ci siamo obbligatoriamente fermati al bivio che indica la direzione verso l’Oratorio di Cuney in quanto da questo punto il sentiero è solo per escursionisti a piedi.
    Tornati indietro verso l’Alpe Beauregard abbiamo imboccato un sentiero che si inoltra in un bel bosco. L’inizio è facile ma poi i passaggi diventano più tecnici sia per la pendenza che per i tanti ostacoli naturali da superare per cui in alcuni tratti, se non sei bravo ed abituato ai single trails, è consigliabile scendere dalla e-bike.
    All’uscita del bosco ci siamo immessi su una bella pista forestale che costeggia prima un piccolo laghetto montano sulle cui acque verdi larici si rispecchiano vanitosi e poi scende, dopo alcuni tratti sconnessi e con forte pendenza, sino al rifugio a quota 2007.
    In questo giro ad anello, per il rientro si è pedalato sullo sterrato che in inverno viene utilizzato anche come pista da fondo e per ciaspolare.
    Ancora una volta immersi in una splendida cartolina………la magia del Magià!