La Via del Sale

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a - l'11/9/2020
  • Ore 00:00

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e asfalto
Difficoltà: BC/BC+
Lunghezza: oltre 100 km. (da Limone P.te a Sanremo)

  • Oltre 100 km. di pedalata con e-bike sulla spettacolare Via del Sale, strada bianca che partendo dal Colle di Tenda, attraverso luoghi incantevoli, paesaggi lunari, ambienti incontaminati, scorci panoramici mozzafiato che non si riescono neanche a descrivere, ci ha fatto raggiungere il Mar Ligure e la nostra meta: Sanremo.

Vallone di Saint Marcel

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC+/MC+
Dislivello: 900 mt. circa
Lunghezza: 21 Km A/R

  • “Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l’ha già creata” (Albert Einstein)

     

    Saint-Marcel: un vallone poco conosciuto che ad ogni pedalata si svela in tutta la sua straordinaria bellezza conquistandoti con la sua unicità e il suo silenzio interrotto solo dal fragore di una fresca cascata e dal fischio di qualche marmotta.
    Raggiunto in auto l’omonimo paese, si prosegue sino alla località Druges percorrendo una statale sinuosa e panoramica che ad ogni curva ti offre scorci suggestivi sul fondovalle, sulle lontane montagne e sulle deliziose frazioni che si attraversano.
    Arrivati all’area picnic e parcheggiato, finalmente ci si avvia su un ampio sterrato che fin da subito ti immerge in un incantevole ambiente alpino fatto di rigogliosi e fitti boschi di abeti che cedono poi il passo a curate distese di verdi pascoli.
    Dopo un facile e pianeggiante inizio, si comincia a trovare qualche rampa dalla forte pendenza ma che non crea problemi se affrontata con le mitiche e-bike.
    Si passa accanto alla zona delle miniere dove sin dall’antichità si svolgeva un’intensa attività legata all’estrazione di ferro, rame e manganese. Oggi non più attive sono state in parte recuperate e visitabili, rappresentando così un importante patrimonio storico di archeologia industriale della valle.
    Lasciata quest’area dai colori rossastri, si arriva al cancello posto all’ingresso della riserva di caccia privata e da qui, tra saliscendi abbastanza ripidi e che in alcuni tratti diventano decisamente impegnativi si continua a pedalare avvolti dalla bellezza selvaggia di questo ambiente.
    Tra lo stupore e la meraviglia, si percorrono gli ultimi ripidi chilometri che portano al piccolo lago di Layet, gioiello incastonato tra i monti che si rispecchiano nelle sue acque limpide e trasparenti appena increspate in superficie da un leggero alito di vento e dal movimento delle trote che dal fondo risalgono per catturare appetitosi insetti.
    Un ultimo strappo e ti ritrovi nell’ampio pianoro di Chaux con la grande casa di caccia che domina la conca: un posto incredibile che, se non ci sono nubi,  ti permette di ammirare le vette più belle e maestose delle Alpi: il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa.
    Come sempre e purtroppo arriva il momento del rientro che in questa  pedalata avviene sullo stesso itinerario della salita e che richiede buone capacità di conduzione della e-bike!

Conca di By

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:00

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 35 Km A/R

  • “I paesaggi appartengono alle persone che li guardano” (Ralph Waldo Emerson)

     

    Prendi una frizzante domenica di fine agosto con un bel cielo azzurro completamente privo di nuvole, aggiungi un sentiero panoramico che risale una splendida vallata racchiusa tra alte montagne, mettici poi una discesa spettacolare tra corde fisse e ruscelli da attraversare, condividi tutto questo con un bel gruppo di amici ed ecco il risultato: un’uscita memorabile nella Conca di By!
    Siamo nell’area del Gran San Bernardo proprio all’inizio della Valpelline dove si è raggiunto prima il comune di Doues e poi proseguito sulla comoda strada asfaltata che regala bellissime vedute rendendo così molto piacevole la lunga ascesa sino a Champillon luogo d’inizio della pedalata.
    Finalmente si parte! In sella alle e-bike ci siamo avviati sulla larga e panoramica sterrata dall’ottimo fondo e pendenze mai esagerate che, fin da subito, ti immerge in un suggestivo ambiente montano dominato dall’imponente sagoma del Gran Combin e con spettacolari vedute sul Mont Velan e il Mont Gelè.
    Dopo una lunga discesa che si snoda per qualche chilometro in mezzo a boschi verdeggianti si inizia a salire dolcemente verso il cuore dell’ampia e soleggiata conca entrando sempre di più a contatto con questa natura di alta montagna: pascoli, alpeggi, ruscelli, pittoreschi laghetti e buffe marmotte.
    Il tracciato sale con continuità e su pendenze sempre pedalabili fino all’Alpe Balme per raggiungere poi, con uno strappetto, l’Alpe Thoules adagiata su un bel pianoro a quota 2378 dove termina la strada e da dove parte un sentiero non più ciclabile verso la Fenetre Durand che si apre verso la Svizzera. Un passo che ha visto commerci, contrabbandi e passaggi di personaggi come Luigi Einaudi e Italo Calvino in fuga verso il territorio elvetico.
    Una pausa pranzo veloce circondati da un severo ma fantastico paesaggio alpino ed è ora di ritornare.
    Alcuni di noi hanno scelto di ritornare lungo il percorso dell’andata  mentre altri hanno optato per il un lungo single track che presenta alcuni interessanti e divertenti passaggi tecnici.
    Al seguito dalle guide hanno affrontato sentieri angusti, attraversamenti con corde fisse, superato una strettissima galleria e guadato alcuni ruscelli per poi riprendere un piccolo sterrato che tra mille curve e costeggiando un limpido corso  d’acqua li ha riportati a Champillon dove tutti insieme abbiamo poi brindato a questa giornata strepitosa e all’amicizia.

Rifugio Sogno di Berdzè

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sterrati e un tratto su asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 33 Km A/R

  • “Niente è paragonabile al semplice piacere di un giro in bicicletta” (J.F. Kennedy)

     

    Una domenica trascorsa nella suggestiva Valle di Cogne, dove si è risalita una sua valle secondaria: il Vallone dell’Urtier che prende il nome dal suo torrente da cui hanno origine le conosciute cascate di Lillaz.
    Il vallone è stato riconosciuto sito di importanza comunitaria in quanto qui si trova l’habitat floristico più ricco e singolare di tutta la Valle d’Aosta grazie alla presenza di rare varietà di fiori.
    Si parte da Lillaz sulla strada asfaltata che sale ripida sino a raggiungere una piccola cappella che domina la vallata, da qui poi si pedala completamente immersi in una natura incontaminata e circondati da panorami che ti lasciano a bocca aperta su uno sterrato che non presenta particolari difficoltà e che attraversa pascoli e alpeggi dalle splendide fioriture.
    Arrivati nel cuore del vallone a quota  2.526 metri, ecco la nostra meta: il rifugio Sogno di Berdzè, costruzione inaugurata nel 2003 e immersa nella pace di questi monti.
    Dopo una pausa pranzo veloce ed una lunga siesta, si è ritornati a Lillaz dalla via di salita.

Rifugio Alpe Cavanna

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:45

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 600 mt. circa
Lunghezza: 32 Km A/R

  • Quell’angolo di terra più degli altri mi sorride…(Orazio)

    Una domenica all’insegna del bel tempo da trascorrere in uno dei luoghi più panoramici del Biellese: l’Alpe Cavanna e l’Alpe di Grè.
    Accompagnati come sempre dalle nostre guide certificate CSEN Corrado e Luciano si parte già in quota, dagli oltre 900 metri della località Bossola sulla strada che porta ad Andrate, una delle più spettacolari del territorio.
    Quassù il paesaggio è subito da cartolina: in basso vedi la pianura racchiusa nel verdissimo anfiteatro morenico della Serra confine naturale tra Biellese e Canavese e il lago dell’Ingagna oggi luccicante sotto i raggi del sole, all’orizzonte l’imponente piramide del Monviso e a lato, come un angelo custode il Mombarone.
    Circondati da tanta armonia, si pedala su facili dislivelli per iniziare, dopo pochi chilometri la vera salita verso l’Alpe e il rifugio. La strada è caratterizzata da una serie di ripidi tornati che fanno velocemente guadagnare quota, dove si alternano tratti sterrati ad altri brevi in asfalto e poi salite ripide che non concedono tanto respiro ma che in sella alle mitiche e-bike si superano agilmente.
    Si attraversano boschi di larici e betulle dalle inconfondibili cortecce bianche striate di nero che sovrastano un rigoglioso sottobosco fatto di muschi, piccoli arbusti e piantine di mirtillo, pascoli erbosi dal bel colore verde intenso a tratti interrotto dai mille colori dei fiori di montagna.
    Un luogo fiabesco forse anche dimora di gnomi e folletti le magiche creature che proteggono tutti i boschi.
    Un ultimo strappone sullo sterrato dal fondo particolarmente sconnesso in questo tratto e si è al rifugio dell’Alpe Cavanna, l’alpeggio più vasto tra quelli situati sul versante sud del Mombarone.
    Una sosta “pranzo al sacco” veloce e si riparte per l’altra meta della gita: l’Alpe di Grè.
    Si scende di circa 200 metri dal rifugio per deviare verso lo sterrato che rapidamente ti fa raggiungere l’Alpone e l’Alpe di Grè.
    Quassù il panorama è veramente senza confini, non ci sono ostacoli alla vista e  ovunque posi gli occhi c’è una meraviglia da cogliere.
    Quassù nessun rumore arriva dalla pianura, qui ascolti solo il bisbiglio del vento.
    Ma è ora di pensare alla discesa e le nostre guide, per non farci scendere dalla stessa via della salita, optano per la sterrata che dall’Alpe di Grè, su un fondo sconnesso e con pendenze di tutto rispetto, ti riporta sulla strada per la Bossola concludendo in bellezza questo splendido giro ad anello.

Rifugio Mont Fallére

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 600 mt. circa
Lunghezza: 19 Km A/R

  • “Le statue non si voltano, perché sanno che altrimenti diventerebbero comuni mortali” (Ramon Gomez de la Serna)

     

    Una strepitosa domenica spensierata trascorsa nella conca del Monte Rosso di Vertosan e il Mont Fallére da cui prende il nome uno dei più bei rifugi della Valle d’Aosta reso unico dalle belle sculture lignee che si incontrano lungo il sentiero e che ti regalano l’emozione di pedalare in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto.
    Siamo partiti da Vetan Dessous e, dopo un breve tratto di asfalto, iniziato a pedalare sull’ampio sterrato che ci porterà al rifugio. L’itinerario è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà. Anche le pendenze, tranne qualche piccolo strappo, non sono mai eccessive. 
    Il panorama è fin da subito spettacolare: i colori dei pascoli, le montagne che ti appaiono in tutta la loro imponenza e il profumo dell’aria rendono questa salita incantevole e rigenerante. 
    Man mano che ci si avvicina al rifugio appaiono le prime sculture, tutte così ricche di particolari da ingannare gli occhi di chi le guarda al punto che bisogna avvicinarsi per capire che non sono figure vive ma di legno. Una meraviglia! 
    Eccoci arrivati al Rifugio Fallére a quota 2.385 mt. 
    Un pranzetto leggero, un buon caffè, uno sguardo alla Grivola, al Castore, al Polluce e in lontananza al Rutor ed è ora di rientrare. 
    Questa volta tutti abbiamo optato perla discesaa su single trails che presentato tratti molto tecnici e punti in cui devi per forza scendere a piedi con le e-bike al fianco. Raggiunta la quota dei boschi, il sentiero diventa più facile e con poca pendenza, qui puoi prestare attenzione a piccoli gnomi di legno che ti osservano incuriositi, al gallo cedrone che se ne sta appollaiato su un ceppo, alla piccola civetta, allo scoiattolino sul ramo, al tenero cerbiatto che si ripara sotto un albero…..
    Un vero peccato lasciare questo meraviglioso bosco incantato, ma anche questa incredibile pedalata è giunta al termine….

     

Al Rifugio Magià

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:15

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 700 mt. circa
Lunghezza: 23 A/R

  • “Contrariamente a quello che succede quando sono in macchina, dove il paesaggio si dà a vedere e non ad essere, in bicicletta io ci sono seduto dentro” (Paul Fournel)

     

    Una domenica indimenticabile quella appena trascorsa nell’incontaminata Valle di Saint Barthélemy dove siamo stati avvolti, fin da subito, da una calda atmosfera estiva che ci ha rapiti con i suoi mille pungenti profumi e gli intensi colori.
    Lasciato Porliod il paesaggio diventa subito di rara bellezza, i mutevoli paesaggi paiono dipinti che improvvisamente prendono vita regalandoti l’emozione di pedalare dentro la natura. Anche il cielo ha voluto contribuire con il suo particolare tocco di azzurro, così limpido e lucente.
    La sterrata alta che porta al Rifugio Magià è ampia, dal fondo ben compatto non presenta particolari difficoltà e, a parte qualche strappo, sale dolcemente lungo la vallata.
    Preferendo come sempre percorsi alternativi, abbiamo deviato verso il sentiero che porta al Rifugio di Cuney; una scelta che ci ha permesso di far scoprire a nuovi amici questa selvaggia vallata e ammirare da una balconata naturale la grande maestosità del Monte Rosa oggi privo di nubi.
    Risalita quasi tutta la valle, ci siamo obbligatoriamente fermati al bivio che indica la direzione verso l’Oratorio di Cuney in quanto da questo punto il sentiero è solo per escursionisti a piedi.
    Tornati indietro verso l’Alpe Beauregard abbiamo imboccato un sentiero che si inoltra in un bel bosco. L’inizio è facile ma poi i passaggi diventano più tecnici sia per la pendenza che per i tanti ostacoli naturali da superare per cui in alcuni tratti, se non sei bravo ed abituato ai single trails, è consigliabile scendere dalla e-bike.
    All’uscita del bosco ci siamo immessi su una bella pista forestale che costeggia prima un piccolo laghetto montano sulle cui acque verdi larici si rispecchiano vanitosi e poi scende, dopo alcuni tratti sconnessi e con forte pendenza, sino al rifugio a quota 2007.
    In questo giro ad anello, per il rientro si è pedalato sullo sterrato che in inverno viene utilizzato anche come pista da fondo e per ciaspolare.
    Ancora una volta immersi in una splendida cartolina………la magia del Magià!

Al Lago del Miserin

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 09:00

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e asfalto
Difficoltà: BC/BC
Dislivello: 1150 mt.
Lunghezza: 32 Km A/R

  • “Quanto monotona sarebbe la faccia della Terra senza le montagne” (Immanuel Kant)

     

    Oggi una bella uscita nel vallone di Champorcher con meta il Lago di Miserin. Giunti in località Chateau, abbiamo iniziato a pedalare sulla strada asfaltata che dopo 5 km. finalmente diventa una facile e piacevole sterrata che si snoda tra bei boschi che in questa mattinata soleggiata offrono una piacevole e gradita frescura.
    Si arriva in prossimità  di vecchie case distrutte alla fine della seconda guerra mondiale e da qui, superato il torrente Ayasse, in pochi minuti si è al Rifugio Dondena a quota 2.192 mt.
    Una pausa veloce e si riparte con le mitiche e-bike sulla strada poderale chiamata “Chemin du Roi” in quanto veniva percorsa dal Re Vittorio Emanuele II durante le sue battute di caccia.
    Il primo tratto è scorrevole e senza particolari difficoltà, ma poi susseguono pezzi impegnativi in quanto ripidi e dal fondo molto smosso; alcuni sono proprio al limite della pedabilità anche se stai utilizzando una e-bike.
    Una cosa è certa, la meta vale la fatica fatta!
    Ecco il Rifugio Miserin, il suggestivo Santuario dedicato alla Madonna della Neve edificato nel XVII secolo sui resti di un precedente oratorio e più volte ristrutturato nei secoli ed il Lago Miserin racchiuso tra i monti Rascias, Rosa dei Banchi, Punta d’Asgelas, Cima Peradzà, Bec Costazza e Truc del lago che in queste acque cristalline vanitosamente specchiano tutte le loro cime ancora innevate.
    Una pausa, le foto di rito e si inizia a scendere sullo sterrato appena percorso facendo molta attenzione, perché le difficoltà riscontrate nella salita ovviamente bisogna superarle anche in discesa.
    Arrivati al Rifugio Dondena, ci siamo concessi una lunga sosta in cui birre, focacce, caffè, fette di torta, non sono di certo mancate.
    Ritornati tutti assieme al ponte sul torrente Ayasse ci siamo poi divisi, alcuni sono scesi sul tragitto di andata, altri, i più tecnici si sono divertiti su un single trail che tra salti, decise pendenze, discese lungo le piste da sci ora erbose, sono rientrati a Champorcher.

Le miniere di Verzel

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 09:00

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e asfalto
Difficoltà: BC/BC+
Dislivello: 1000 mt. circa
Lunghezza: 22 Km. A/R

  • “Era giugno, e il mondo odorava di rose. Il sole era come polvere d’oro sulla collina erbosa.” (Maud Hart Lovelace)

     

    Primo giorno d’estate festeggiato alla grande con un’uscita nella Valle Sacra e con meta le miniere di Verzel.
    Una mitica pedalata in una valle incontaminata che, man mano che la risali, ti premia con inaspettate e fantastiche vedute sul Canavese e sulla Serra.
    Si parte da Castelnuovo Nigra, piccolo paesino che ha i muri delle case della sua via storica adornati con opere in ceramica avente per tema il presepe. Questa iniziativa trova origine da un’antica tradizione, in quanto la  Valle Sacra era luogo di rappresentazioni popolari e religiose.
    Lasciato il paese si imbocca la strada che sale a Palasot, si supera la Cappella della Visitazione e si prosegue affrontando un lungo traverso che taglia le pendici di Monte Calvo.
    Qui la strada è ancora asfaltata ed i ripidi tornanti ti fanno velocemente prendere quota senza eccessiva fatica grazie alle e-bike. Finalmente inizia lo sterrato e si incomincia a pedalare su una comoda strada bianca che arriva all’area attrezzata di Pian delle Nere a 1315 mt.
    Dopo aver ammirato il Canavese e la Serra ai nostri piedi, Torino e il Monviso in lontananza, si riparte per l’ultimo lungo e ripido strappo sino alle miniere.
    Da qui il fondo peggiora diventando sempre più dissestato a causa anche della presenza di scarti di quarzo molto fini. Un ultimo tornante dalla forte pendenza e si arriva finalmente sul piazzale della cava da dove si può ancora continuare sul ripido e tecnico sentiero per Verzel che dopo solo un centinaio di metri diventa non ciclabile.
    La discesa si effettua sul percorso dell’andata.

     

Tour tra Biellese e Canavese

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 09:30

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Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 860 mt. circa
Lunghezza: 41 A/R

  • Le persone giungono sempre al momento giusto nei luoghi in cui sono attese” (Paulo Coelho)

     

    Una giornata iniziata alla grande, con un bel sole ed una piacevole temperatura.
    Ci voleva questa gradita pausa di bel tempo dopo giornate di pioggia per tutti i gusti: leggera, fitta, dirotta e, come da tradizione biellese, anche torrenziale.
    Una bella pedalata con le mitiche e-bike iniziata a Mongrando sede di Egb per raggiungere la vicina Serra, splendido anfiteatro morenico che ci accoglie con i suoi tanti sterrati che attraversano fitti boschi, curati vigneti, verdi prati. Ovunque è un’esplosione di colori e profumi estivi che danno vita a vedute suggestive e atmosfere idilliache a cui è impossibile rimanere indifferenti.
    Attraversare questi luoghi dà un’emozione particolare, la natura si rivela in tutta la sua bellezza come sull’ampio sterrato in cresta che pare un viale ben curato, piacevolmente ombreggiato e dal fondo morbido grazie ad un verde tappeto di erbetta. Nessun carpet, anche il più mondano e modaiolo, potrà mai reggere il confronto!
    A due passi anzi a due pedalate, ecco il lago di Prè, piccolo bacino d’acqua incastonato in un angolo incontaminato dove un assordante concerto ci viene offerto dalle gracidanti rane del posto.
    Da cui si prosegue verso la chiesa romanica di Santo Stefano di Sessano risalente all’XI secolo. Situata sullo sperone dove sorgeva l’antico omonimo borgo, un tempo fungeva anche da tappa per i viandanti della via Francigena canavesana.
    Una pausa pranzo ai suoi piedi e si riparte per la grande spianata dove s’innalza il campanile di San Martino meglio conosciuto come il “Ciucarun” solitario guardiano di monti e pianure.
    Questo campanile romanico dell’XI secolo, ancora in buono stato di conservazione nonostante i secoli trascorsi, faceva parte della chiesa di San Martino che venne demolita nel 1731 su decreto vescovile ed è anche tutto ciò che rimane dell’antico abitato di Paerno.
    Molte ne ha viste il “Ciucarun” nella sua lunga esistenza. E’ stato anche luogo d’incontro nei primi anni del dopoguerra quando gli abitanti dei paesi limitrofi nel Biellese, scendevano verso il Canavese per scambiare merci con i locali e si fermavano qui, sul grande prato per una sosta.
    Anche noi godiamo per un po’ della sua millenaria ospitalità, indugiando pigramente in questo piacevole sito prima di riprendere la via del ritorno.