Al Castello di Masino

  • Cavaglià (BI)
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 592 mt.
Lunghezza: 45 Km. A/R

  • “…..chissà quanti sogni sono rimasti sulle torri” (F. Caramagna)

    In questa nuvolosa domenica di metà ottobre, eccoci a Cavaglià per un’uscita senza particolari difficoltà tecniche che ci porterà al Castello di Masino.
    Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello. Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole.
    Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le montagne già un po’  innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone oggi avvolto da una leggera e grigia foschia che lo rende un po’ malinconico.
    Si riprende a pedalare in un labirinto di facili sentieri che attraversano boschi dalle calde atmosfere autunnali sino a raggiungere la meta odierna: Il Castello di Masino, ex sontuosa dimora di una delle più illustri casate piemontesi ora gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
    Una veloce pausa pranzo e si riparte pedalando inizialmente sui sentieri dell’andata sino a raggiungere, dopo le inaspettate e divertenti deviazioni in mezzo ai boschi al seguito delle nostre guide, uno sterrato che costeggia la sponda orientale del lago di Viverone dove si trova un sito archeologico divenuto Patrimonio dell’Umanità dal 2011.
    Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte risalenti all’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike e che dire degli svassi e delle folaghe che nuotavano tranquilli e incuranti di questi curiosi bikers.
    Lasciata quest’oasi di pace, si raggiunge e attraversa la statale di Viverone per poi risalire a mezza costa su un percorso misto molto panoramico che offre una nuova prospettiva di veduta sul lago e sulla pianura sottostante.
    Un ultimo strappo per immettersi sul bel sentiero che costeggia il piccolo lago di Bertignano, bacino lacustre a quasi 400 metri di altezza e da qui, in poco tempo si ritorna a Cavaglià.