Al Castello di Masino

  • Cavaglià (BI)
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e tratti in asfalto
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 320 mt. circa
Lunghezza: 49 Km. A/R

  • “Non ci sono regole di architettura per un castello tra le nuvole” (GK Chestertyon)

     

    In questa fresca domenica di febbraio, si parte da Cavaglià per una pedalata senza particolari difficoltà tecniche che ci porterà al Castello di Masino.
    Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello. Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole.
    Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le montagne innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone oggi avvolto da una leggera e grigia foschia che lo rende un po’ malinconico.
    Si riprende a pedalare in un labirinto di facili sentieri che attraversano boschi dalle atmosfere un po’ invernali e un po’ primaverili sino a raggiungere la meta odierna: Il Castello di Masino, ex sontuosa dimora di una delle più illustri casate piemontesi ora gestito dal FAI (Fondo Ambiente Italiano).
    Una veloce pausa pranzo e si riparte pedalando inizialmente sui sentieri dell’andata sino a raggiungere, dopo le inaspettate e divertenti deviazioni in mezzo ai boschi al seguito delle nostre guide, uno sterrato che costeggia la sponda orientale del lago di Viverone dove si trova un sito archeologico divenuto Patrimonio dell’Umanità dal 2011.
    Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte risalenti all’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike!
    Questo lago è anche una Zona Speciale di Protezione per l’avifauna in quanto costituisce una tappa fondamentale lungo le rotte di migrazione degli uccelli, per cui la visita all’osservatorio ornitologico paradiso dei birdwatcher, è stata un’altra piacevole sosta che ci ha regalato belle immagini di svassi e folaghe che nuotavano tranquilli e incuranti di questi curiosi bikers.
    Lasciata quest’oasi di pace, si raggiunge e attraversa la statale di Viverone per poi risalire a mezza costa su un percorso misto molto panoramico che offre una nuova prospettiva di veduta sul lago e sulla pianura sottostante.
    Un ultimo strappo per immettersi sul bel sentiero che costeggia il piccolo lago di Bertignano, bacino lacustre a quasi 400 metri di altezza e da qui, in poco tempo si ritorna a Cavaglià.