Al Lago del Miserin

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 09:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri, sterrati e asfalto
Difficoltà: BC/BC
Dislivello: 1150 mt.
Lunghezza: 32 Km A/R

  • “Quanto monotona sarebbe la faccia della Terra senza le montagne” (Immanuel Kant)

     

    Oggi una bella uscita nel vallone di Champorcher con meta il Lago di Miserin. Giunti in località Chateau, abbiamo iniziato a pedalare sulla strada asfaltata che dopo 5 km. finalmente diventa una facile e piacevole sterrata che si snoda tra bei boschi che in questa mattinata soleggiata offrono una piacevole e gradita frescura.
    Si arriva in prossimità  di vecchie case distrutte alla fine della seconda guerra mondiale e da qui, superato il torrente Ayasse, in pochi minuti si è al Rifugio Dondena a quota 2.192 mt.
    Una pausa veloce e si riparte con le mitiche e-bike sulla strada poderale chiamata “Chemin du Roi” in quanto veniva percorsa dal Re Vittorio Emanuele II durante le sue battute di caccia.
    Il primo tratto è scorrevole e senza particolari difficoltà, ma poi susseguono pezzi impegnativi in quanto ripidi e dal fondo molto smosso; alcuni sono proprio al limite della pedabilità anche se stai utilizzando una e-bike.
    Una cosa è certa, la meta vale la fatica fatta!
    Ecco il Rifugio Miserin, il suggestivo Santuario dedicato alla Madonna della Neve edificato nel XVII secolo sui resti di un precedente oratorio e più volte ristrutturato nei secoli ed il Lago Miserin racchiuso tra i monti Rascias, Rosa dei Banchi, Punta d’Asgelas, Cima Peradzà, Bec Costazza e Truc del lago che in queste acque cristalline vanitosamente specchiano tutte le loro cime ancora innevate.
    Una pausa, le foto di rito e si inizia a scendere sullo sterrato appena percorso facendo molta attenzione, perché le difficoltà riscontrate nella salita ovviamente bisogna superarle anche in discesa.
    Arrivati al Rifugio Dondena, ci siamo concessi una lunga sosta in cui birre, focacce, caffè, fette di torta, non sono di certo mancate.
    Ritornati tutti assieme al ponte sul torrente Ayasse ci siamo poi divisi, alcuni sono scesi sul tragitto di andata, altri, i più tecnici si sono divertiti su un single trail che tra salti, decise pendenze, discese lungo le piste da sci ora erbose, sono rientrati a Champorcher.