Col des Chavannes

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 07:45

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrati e un tratto su asfalto
Difficoltà: MC+/MC+
Dislivello: 1.160 mt.
Lunghezza: 31 Km. A/R

  • “Due voci possenti ha il mondo: la voce del mare e la voce della montagna” (William Wordsworth)

    Che giornata questo 14 luglio!
    Sotto un magnifico cielo blu e con un’aria frizzantina siamo partiti da La Thuile pedalando sulla statale che porta verso il Piccolo San Bernardo per deviare dopo qualche chilometro verso destra su una strada ancora asfaltata che, con le sue pendenze impegnative e continue ti fa prendere subito quota.
    Arrivati all’altezza dell’agriturismo Le Lapin in località Orgeres, dove la strada asfaltata cede il passo allo sterrato, finalmente si entra nel vallone di Chavannes.
    Il percorso è proprio per tutti, senza difficoltà e su poca pendenza si inizia a risalire questa lunga valle che pare non finire mai immersi in un paesaggio montano piacevole ma un po’ monotono e che rimane sempre uguale fino al colle. A ravvivare questo scenario un po’ noioso, ci pensa però lo splendido ghiacciaio del Rutor, uno dei più vasti della Valle d’Aosta che oggi luccica alla grande sotto questo sole estivo.
    Dall’Alpe di Chavannes di mezzo, iniziano una serie di tornanti più ripidi e con il fondo più sconnesso che non creano alcun problema soprattutto se pedali con una e-bike. Qui, nonostante siamo in piena estate, troviamo ancora dei nevai da superare per poter proseguire ed arrivare nell’ultimo tratto della salita, dove lo sterrato diventa un single track quasi tutto in piano ma che richiede equilibrio e tecnica essendo abbastanza esposto e con ostacoli da superare.
    Eccoci al colle, a 2.597 metri di quota!
    Qui si apre una delle finestre più spettacolari in natura, una veduta mozzafiato su tutta la catena del Monte Bianco e sul fondo della Val Veny fatta di bellezza, imponenza, silenzio, pace.
    Siamo davvero ammutoliti davanti al Tetto d’Europa!
    Di fronte a noi le Pyramides Calcaires, l’Aguille des Glaciers, l’Aguille de Trèlatete, sua maestà il Monte Bianco, l’Aguille Noire de Peutérey e tutte le altre vette in lontananza come l’inconfondibile Dente del Gigante che oggi riusciamo a vedere grazie all’ottima visibilità.
    Il colle ci ha riservato anche un’altra gradita sorpresa: il tranquillo passaggio di qualche stambecco verso le vicine rocce.
    Una pausa pranzo dinnanzi a tanta magnificenza per poi riprendere la via del ritorno seguendo lo stesso tracciato della salita.