Dalla terra del riso alla terra del vino

  • Comune di Buronzo
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - tratti asfaltati
Difficoltà: TC/TC
Dislivello: Tutta pianeggiante
Lunghezza: 65 Km. A/R

  • “Giovanotto è inutile che si arrampichi……qui è tutta pianura” (Alberto Moravia)

     

    Uno splendido giro in e-bike di oltre 60 km. ci ha portato dalla terra del riso alla terra del vino.
    Siamo partiti dal castello consortile di Buronzo che, circondato dal suo bel borgo medievale, ama raccontare la storia delle sette famiglie che nei secoli lo hanno posseduto lasciando ognuna il proprio tratto decorativo su palazzi, antiche torri e misteriose caseforti.
    Pedalando verso Rovasenda, lo sguardo può spaziare senza confini: si possono ammirare l’inconfondibile piramide del Monviso, le familiari montagne biellesi, l’imponente massiccio del Monte Rosa, la verde armonia dell’infinita campagna e i grandi nidi delle bianche cicogne abbarbicati sopra alti tralicci e da cui ogni tanto fanno capolino le tenere testoline dei loro piccoli.
    Stiamo entrando nelle terre del re della pianura: il riso!
    In questo territorio d’acqua pedaliamo tra i campi allagati, piccoli specchi liquidi che con grande maestria riflettono i primi chiarori del mattino, i rossi tramonti della sera, i cieli pieni di stelle e le notti buie nell’attesa dell’autunno stagione in cui doneranno i loro preziosi chicchi DOP.
    Lasciate alle spalle le risaie, eccoci nella Riserva Naturale delle Baragge caratterizzata da alte betulle con l’inconfondibile corteccia bianca, carpini, querce e un folto sottobosco. Un’area ancora selvaggia ed incontaminata, attraversata da un lungo sterrato che costeggia il canale Fiat, importante opera irrigua che garantisce il necessario supporto idrico alle culture.
    Come ti allontani dalla Baraggia il paesaggio inizia a cambiare, i boschi cedono il passo a verdi prati da pascolo e si cominciano a vedere i primi vigneti: siamo ormai arrivati a Gattinara, paese produttore dell’omonimo e conosciuto vino DOCG.
    Il tempo di un panino ed iniziamo il ritorno lungo le sponde del fiume Sesia che serpeggiando tra rigogliosi labirinti verdi ci regala nuovi scenari naturali di primitiva bellezza. Su divertenti e facili saliscendi arriviamo alla Ca’ D’Assi una chiusa da cui trae origine la roggia Marchionale poi, sempre all’interno di quest’area boschiva, proseguiamo verso Lenta, Rovasenda e infine Buronzo dove abbiamo gustato una meritata e gustosa merenda a base di prodotti e golosità del territorio ospiti degli amici del ristorante Armonie in Corte che oggi hanno pedalato con noi.