Fontainemore – Lago del Vargno – Alpe della Pietra Bianca

  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a
  • Ore 00:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato - tratti asfaltati
Difficoltà: OC/OC
Dislivello: 1300 mt.
Lunghezza: 33 Km. A/R

  • “L’universo è selvaggio e colmo di meraviglie”. (Dylan Thomas)

    Una giornata straordinaria trascorsa nella Valle del Lys. Siamo partiti da Fontainemore, piccolo e delizioso paesino montano sulla strada per andare a Gressoney, caratterizzato da una bella chiesa e da uno splendido ponte medievale in pietra.
    Il nome di questo fiabesco borgo non può che essere legato ad antiche leggende.
    Una narra che il monaco San Mauro giunse qui da Oropa attraverso Il colle della Barma, si fermò a pregare nella piccola piazza da dove poi iniziò a sgorgare una fresca sorgente. Tutti gridarono al miracolo e, per ricordare e onorare nei secoli il Santo e la fonte, al paese fu dato il nome di “Fontaine Maur”.
    Un’altra invece racconta che il nome del paese “Fontanamora” venne scelto con riferimento al colore dell’acqua della fonte il cui fondo era costantemente coperto di alghe dal colore verde scuro.
    Ce n’è ancora una, più da brivido, che fa derivare l’attuale nome da “Fontaine de la mort” per la presenza, così si diceva, di arsenico nelle sue acque.
    Non sapendo con certezza quale delle versioni sia quella corretta, ognuno può scegliere la leggenda che più gli aggrada!
    Da Fontainemore ogni cinque anni e sempre alla fine del mese di luglio, parte la processione notturna verso il Santuario d’Oropa, un pellegrinaggio mariano dalle origini antiche che coinvolge migliaia di fedeli. Un fiume umano in preghiera che attraversa le montagne nel cuore della notte incurante della fatica e dei disagi della salita.
    Lasciato il centro del comune, si pedala per parecchi chilometri su asfalto e sempre circondati dalla natura sino a raggiungere la frazione Pillaz da dove inizia lo sterrato che porta verso il Lago del Vargno.
    Il panorama è incantevole, verdi boschi incontaminati costeggiano i ripidi tornanti che molto velocemente fanno guadagnare quota sino alla profonda conca dove è adagiato il lago che fa parte della Riserva Naturale del Mont Mars.
    Nel primo decennio del 1900 qui fu costruita una diga che, dopo il disastro del Vajont nel 1963, venne aperta al centro per far defluire le acque del lago riportandolo così al suo livello naturale e in sicurezza.
    Dopo qualche foto di rito, ripartiamo verso l’Alpe Pietra Bianca itinerario nuovo e sconosciuto a tutti. Le pendenze si fanno subito molto sostenute e faticose anche in sella alle e-bike. Nei punti più ripidi non hai un attimo di respiro e il fondo non aiuta ad avere una buona aderenza anzi, ti fa sentire proprio instabile.
    Si sale molto velocemente inoltrandosi sempre di più in questo misterioso vallone dalla bellezza selvaggia,  ricco di piccoli laghetti con le sponde interamente ricoperte da bianchissimi e morbidi piumini di montagna per proseguire poi sino all’Alpe Pietra Bianca ai piedi dell’omonima cima con una splendida vista sui versanti dei monti biellesi tra cui spicca la parete nord del Mars.
    Un panorama unico dal fascino indiscutibile, spazi dalle conosciute e familiari vette di casa alla valle sottostante con i suoi paesini che da quassù paiono in miniatura.
    Ma è tempo di ritornare laggiù, ci attende ora una discesa con i baffi fatta di tecnica, di tanta attenzione e di belle emozioni.