Rifugio Arp e i Laghi Palasina

  • Sede Egb a Camburzano Via Provinciale 52/a
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrato
Difficoltà: MC/MC
Dislivello: 900 mt.
Lunghezza: 19 Km. A/R

  • “Un paesaggio è uno stato d’animo” (Henri Frédéric Amiel)

    Una domenica spensierata trascorsa nell’incantevole Val’d’Ayas, ampia vallata ai piedi del Monte Rosa con meta il rifugio Arp e i laghi Palasina.
    La strada poderale che porta al rifugio parte dal parcheggio sopra Estoul, piccolo villaggio nei pressi di Brusson e, come sali in sella, sei subito immerso nella natura.
    Lo sterrato è agevole, caratterizzato da un fondo non eccessivamente sconnesso tranne alcuni brevi tratti più accidentati che, grazie alle mitiche e-bike si superano agevolmente.
    Alcuni ripidi tornanti fanno subito guadagnare quota inoltrandoti sempre di più in un ambiente montano di indiscutibile bellezza fatto di verdissimi boschi ombrosi che odorano di resina, da estese macchie rosse di rododendri in piena fioritura, da prati che sono un tripudio di colori e profumi e da ampie vedute dove lo sguardo può spaziare sino alle lontane alte montagne tra cui ben si distingue il Monte Bianco.
    Eccoci ormai in vista del rifugio, che ci lasciamo alle spalle per proseguire verso i laghi Palasina sullo sterrato ancora pedalabile per un tratto e che termina in prossimità di una baita. Ora Il sentiero non è più ciclabile e, a parte qualche Evergreen temerario che ha spinto la sua e-bike sino in cima superando anche un piccolo nevaio, siamo saliti a piedi sino alla conca che ospita il primo e il più grande di questi laghi: il Battaglia.
    Qui entri in un anfiteatro naturale di rara bellezza dove le montagne circostanti vanno vanitosamente a specchiarsi in questi limpidi bacini d’acqua che, come camaleonti, mutano continuamente il loro colore adeguandolo a tutto ciò che riflettono.
    Un eremo di tranquillità che lasciamo per ritornare al rifugio e al piacere quotidiano per eccellenza: il caffè!
    Ristorati, si inizia a scendere sul divertente sterrato che parte a lato del rifugio deviando poi verso il Litteran un altro lago naturale dalle belle sfumature verdi ai piedi del Mont Bieteron per raggiungere poi l’omonimo alpeggio, una splendida finestra panoramica aperta su tutta la valle.
    Ma è tempo di rientrare e, come quasi sempre accade, i più tecnici hanno “casualmente” scelto di scendere sui tracciati più impegnativi mentre gli altri hanno optato per una discesa più tranquilla sulla strada già percorsa in salita, respirando a pieni polmoni quest’aria così leggera e profumata che ti ritempra il fisico e lo spirito.