Rifugio Arp e Laghi Palasina

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 800 mt. circa
Lunghezza: 20 Km. A/R

  • Guardare la bellezza della natura è il primo passo per purificare la mente” (Amit Ray)

     

    Un’altra soleggiata domenica trascorsa nell’incantevole Val’d’Ayas, ampia vallata ai piedi del Monte Rosa con meta il rifugio Arp e i laghi Palasina.
    La strada poderale che porta al rifugio parte dal parcheggio sopra Estoul, piccolo villaggio nei pressi di Brusson e, come sali in sella, ti ritrovi immerso nella natura.
    Lo sterrato è agevole, caratterizzato da un fondo non eccessivamente sconnesso tranne alcuni brevi tratti più accidentati che, grazie alle mitiche e-bike si superano agevolmente.
    Alcuni ripidi tornanti fanno subito guadagnare quota inoltrandoti sempre di più in un ambiente montano di indiscutibile bellezza fatto di verdissimi boschi ombrosi che odorano di resina, da prati che sono un tripudio di colori e profumi e da ampie vedute dove lo sguardo può spaziare sino alle lontane alte montagne tra cui ben si distingue il Monte Bianco.
    Ormai in vista del rifugio, ce lo lasciamo alle spalle per proseguire verso i laghi Palasina sullo sterrato ancora pedalabile per un tratto e che termina in prossimità di una baita. Ora Il sentiero non è più ciclabile e, a parte qualche Evergreen temerario che ha spinto la sua e-bike sino in cima, si è saliti a piedi sino alla conca che ospita il primo e il più grande di questi laghi: il Battaglia.
    Qui entri in un anfiteatro naturale di rara bellezza dove le montagne circostanti vanno a specchiarsi in questi limpidi bacini d’acqua che, come camaleonti, mutano continuamente il loro colore adeguandolo a ciò che riflettono.
    Un eremo di tranquillità che si lascia per ritornare al rifugio e ad un piacere quotidiano a cui è difficile resistere: il caffè!
    Ristorati, si inizia la prima parte della discesa sullo sterrato assai sconnesso che parte a lato del rifugio. Per la seconda parte, i più tecnici hanno scelto di scendere su tracciati più impegnativi mentre gli altri hanno optato per la discesa più tranquilla sulla strada già percorsa in salita.