Rifugio Cavanna e Alpe di Grè

  • Località Graglia-Bossola
  • Ore 09:30

Dettagli

Tipo di percorso: Asfalto-sentiero-sterrato
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 600 mt.
Lunghezza: 30 Km. A/R

  • “Se non scali la montagna non ti potrai mai godere il paesaggio” (Pablo Neruda)

    Dopo tanti giorni di noiosa pioggia, finalmente una domenica all’insegna del bel tempo da trascorrere tutti insieme in uno dei luoghi più panoramici del Biellese: l’Alpe Cavanna e l’Alpe di Grè.
    Accompagnati come sempre dalle nostre guide certificate CSEN si parte già in quota, dagli oltre 900 metri della località Bossola sulla strada che porta ad Andrate, una delle più spettacolari del territorio.
    Quassù il paesaggio è subito da cartolina: in basso vedi la pianura racchiusa nel verdissimo anfiteatro morenico della Serra confine naturale tra Biellese e Canavese e il lago dell’Ingagna oggi luccicante sotto i raggi del sole, all’orizzonte l’imponente piramide del Monviso e a lato, come un angelo custode il Mombarone.
    Circondati da tanta armonia, si pedala su facili dislivelli per iniziare, dopo pochi chilometri la vera salita verso l’alpe e il rifugio. La strada è caratterizzata da una serie di ripidi tornati che fanno velocemente guadagnare quota, dove si alternano tratti sterrati ad altri brevi in asfalto e poi salite ripide che non concedono tanto respiro ma che in sella alle mitiche e-bike abbiamo agilmente superato.
    Si attraversano boschi di faggi e betulle dalle inconfondibili cortecce bianche striate di nero che sovrastano un rigoglioso sottobosco fatto di muschi, piccoli arbusti e piantine di mirtillo; pascoli erbosi dal bel colore verde intenso a tratti interrotto dal bianco dei profumati narcisi selvatici e dal blu intenso delle prime genziane. Un luogo fiabesco forse anche dimora di gnomi e folletti le magiche creature che proteggono tutti i boschi.
    Un ultimo strappone sullo sterrato dal fondo particolarmente sconnesso in questo tratto e si è al rifugio dell’Alpe Cavanna, l’alpeggio più vasto tra quelli situati sul versante sud del Mombarone.
    Una sosta “pranzo al sacco veloce” e si riparte per l’altra meta della gita: l’Alpe di Grè.
    I più scatenati sono ancora saliti sul ripido e tecnico sentiero verso i Giassit a quota 1627 mt., gli altri invece sono scesi dal rifugio di circa 200 metri per deviare verso lo sterrato che rapidamente fa raggiungere l’Alpone e l’Alpe di Grè.
    Quassù il panorama è veramente senza confini, non ci sono ostacoli alla vista e nessun rumore arriva dalla pianura qui ascolti solo il bisbiglio del vento. In lontananza ecco il “mare a quadretti” formato dalle risaie allagate, oltre la linea della Serra appare il lago di Viverone e che dire delle montagne; ovunque posi gli occhi c’è una meraviglia da cogliere.
    Che foto si possono fare! Oggi, ispirati dai parapendii che volteggiavano nell’aria, ci siamo pure immortalati in foto con pose così aeree da sembrare anche noi lanciati in volo.
    Ma è ora di pensare alla discesa e le nostre guide, per non rifare la stessa via della salita, optano per la sterrata che dall’Alpe di Grè, su un fondo molto sconnesso e con pendenze di tutto rispetto, ti riporta sulla strada per la Bossola concludendo in bellezza questo splendido giro ad anello.