Rifugio Mont Fallére

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 08:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentieri e sterrati
Difficoltà: MC/MC (discesa via normale) BC+ (discesa su single trails)
Dislivello: 600 mt. circa

  • “Le statue non si voltano, perché sanno che altrimenti diventerebbero comuni mortali” (Ramon Gomez de la Serna)

    Una domenica spensierata trascorsa nella conca del Monte Rosso di Vertosan e il Mont Fallére da cui prende il nome uno dei più bei rifugi della Valle d’Aosta reso unico dalle belle sculture lignee che si incontrano lungo il sentiero e che ti regalano l’emozione di pedalare in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto.
    Siamo partiti da Vetan Dessous e, dopo un breve tratto di asfalto, iniziato a pedalare sull’ampio sterrato che ci porterà al rifugio. L’itinerario è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà. Anche le pendenze, tranne qualche piccolo strappo, non sono mai eccessive.
    Il panorama è fin da subito spettacolare: i colori dei pascoli, le montagne che ti appaiono in tutta la loro imponenza e il profumo dell’aria rendono questa salita incantevole e rigenerante.
    Man mano che ci si avvicina al rifugio appaiono le prime sculture, tutte così ricche di particolari da ingannare gli occhi di chi le guarda al punto che bisogna avvicinarsi per capire che non sono figure vive ma di legno. Una meraviglia!
    Eccoci arrivati al Rifugio Fallére a quota 2.385 mt.
    Un pranzetto leggero, un buon caffè, uno sguardo alla Grivola, al Castore, al Polluce e in lontananza il Rutor ed è ora di rientrare.
    Alcuni sono scesi dallo stesso itinerario di salita, altri invece hanno optato per single trails che presentato tratti molto tecnici e punti in cui devi per forza scendere a piedi con le e-bike a fianco. Raggiunta la quota dei boschi, il sentiero diventa più facile e con poca pendenza, qui puoi prestare attenzione a piccoli gnomi di legno che ti osservano incuriositi, al gallo cedrone che se ne sta appollaiato su un ceppo, alla piccola civetta, allo scoiattolino sul ramo, al tenero cerbiatto che si ripara sotto un albero…..
    Un vero peccato lasciare questa meraviglia ma purtroppo il giro è finito!