Tour del Lago di Viverone

  • Cavaglià
  • Ore 10:00

Dettagli

Tipo di percorso: Sentiero-Strada sterrata- Asfalto
Difficoltà: BC/BC
Dislivello: 400 mt.
Lunghezza: 40 Km. A/R

  • “La terra appartiene ai suoi proprietari, ma il paesaggio appartiene a chi sa apprezzarlo.” (Upton Beall Sinclair)


    Che la primavera sia una stagione un po’ pazzerella lo sappiamo tutti, ma quest’anno pare proprio che non ci siano limiti alla sua instabilità, anche oggi il cielo è grigio e quei nuvoloni scuri che nascondono le cime delle montagne non sono certo rassicuranti.
    Pioverà o non pioverà? In attesa di una risposta, come previsto dal calendario uscite di Egb-Evergreenbike, eccoci pronti a Cavaglià per un tour sulle alture e lungo le rive del lago di Viverone.
    Lasciato il parcheggio, quello a lato della rotonda con la statua di un bianco cavallo rampante nel suo centro, dopo un breve tratto su asfalto si percorre un lungo e facile sterrato che porta in cima ad una collina coltivata a vite in prossimità della polveriera di Alice Castello.  Da quassù lo sguardo può spaziare ovunque e ovunque il panorama è incantevole. Ecco la lunga morena di origine glaciale con il suo profilo perfettamente lineare da sembrare tracciata da un pittore, alle sue spalle le prime montagne della Valle d’Aosta ancora innevate e all’interno di questo antico anfiteatro il lago di Viverone visibile in tutta la sua estensione.
    Si riprende ora a pedalare verso il Bric della Camolesa in un labirinto di sentieri che attraversano boschi ormai risvegliati dal torpore invernale, affrontando saliscendi dalle pendenze impegnative e, come se non bastasse, dal fondo sconnesso. Poi il percorso diventa meno difficoltoso e ci si può rilassare in una lunga e piacevole discesa sino al Santuario della Madonna della Cella per proseguire su un altro facile sterrato che corre parallelo al sito archeologico del lago diventato Patrimonio dell’Umanità dal 2011. Fa un certo effetto visitare quest’area di palafitte dell’Età del Bronzo: un balzo nella preistoria con le modernissime e-bike!
    Si prosegue insensibili alle gocce di pioggia che hanno iniziato a scendere piano piano, superando prima il Santuario di San’Antonio Abate medievale ospizio per i pellegrini che si recavano a Roma e poi Azeglio per raggiungere in un attimo la statale di Viverone, attraversata la quale si risale a mezza costa su un percorso misto molto panoramico ma con altra prospettiva sul lago e la pianura sottostante.
    E’ ora di ritornare verso Cavaglià, ma non prima di una sosta pro “pappa buona” al bar del Porticciolo, in fondo l’appetito vien pedalando!