Vallone di Saint Marcel

  • Sede di EGB a Camburzano - Via Provinciale, 52/a
  • Ore 07:45

Dettagli

Tipo di percorso: Sterrati
Difficoltà: MC/MC+
Dislivello: 900 mt. circa
Lunghezza: 47 A/R

  • “La Bellezza è la moneta della Natura, non bisogna accumularla ma farla circolare” (John Milton)

     

    Una domenica iniziata presto e bene, grazie ad un’ottima colazione presso il Caffè Canterino di Biella per poi  partire verso lo splendido e poco conosciuto vallone di Saint Marcel.
    Raggiunto l’omonimo paese, si prosegue in auto sino alla località Druges percorrendo una statale sinuosa e panoramica che ad ogni curva ti offre scorci suggestivi sul fondovalle, sulle lontane montagne e sulle deliziose frazioni che si attraversano.
    Arrivati all’area picnic, finalmente ci si avvia su un ampio sterrato che fin da subito ti immerge in un incantevole ambiente alpino fatto di rigogliosi e fitti boschi di abeti che cedono poi il passo a curate distese di verdi pascoli rallegrati da  fiori multicolori.
    Dopo un facile e pianeggiante inizio, si comincia ad incontrare qualche rampa dalla forte pendenza ma che non crea problemi se affrontata con le mitiche e-bike. Aggiri la zona delle miniere dove sin dall’antichità si svolgeva un’intensa attività legata all’estrazione di ferro, rame e manganese. Oggi non sono più attive ma in parte recuperate e visitabili rappresentano un importante patrimonio storico di archeologia industriale della valle.
    Lasciata quest’area dai colori rossastri, si arriva al cancello posto all’ingresso della riserva di caccia privata e da qui, tra saliscendi abbastanza ripidi e che in alcuni tratti diventano decisamente impegnativi si continua a pedalare immersi in un ambiente dalla bellezza selvaggia, avvolti nel silenzio interrotto solo dal fragore di una cascata e dal canto del ruscello che spumeggiando attraversa il vallone.
    Tra lo stupore e la meraviglia si percorrono gli ultimi ripidi chilometri che separano dal piccolo lago del Layet, gioiello incastonato tra i monti che si rispecchiano nelle sue acque limpide e trasparenti appena increspate in superficie da un leggero alito di vento e dal movimento delle trote che dal fondo risalgono per catturare appetitosi (per loro) insetti.
    Un ultimo strappo e ti ritrovi nell’ampio pianoro di Chaux con la grande casa di caccia che domina la conca: un posto incredibile che in questa limpida giornata senza nubi ti permette di ammirare le vette più belle e maestose delle Alpi: il Monte Bianco, il Cervino e il Monte Rosa.
    Come sempre e purtroppo arriva il momento del ritorno, questa volta però  abbiamo lasciato il fantastico vallone con una solenne promessa: ci rivedremo presto!